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Il pettegolezzo che ha cambiato la vita a una ragazza in Pakistan

A causa di un errore dell'università, una donna in Pakistan è stata vittima di voci di corridoio che hanno avuto pesanti conseguenze nella sua esistenza

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“A un certo punto ero così stressata che ho considerato il suicidio”, racconta Wajiha Arooj. La storia di questa donna pachistana di 38 anni, che ha vinto una battaglia legale lunga 17 anni contro l’università, la dice lunga sul potere dei pettegolezzi e su quello che può accadere in una società conservatrice come quella pakistana.

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Tutto è iniziato il giorno in cui l’università di Punjab, a Lahore, ha segnato per errore l’assenza di Wajiha Arooj a un esame. Alla ragazza, che allora aveva circa vent’anni anni, è stato detto che non aveva superato l’esame, come racconta il reporter della Bbc Umer Nangiana a Lahore.

Un funzionario dell’università poi ha riferito a suo padre di non essere a conoscenza delle “attività” di sua figlia o di dove lei si trovasse il giorno dell’esame.

Considerato che alcune famiglie tradizionaliste in Pakistan consentono alle figlie di uscire solo con un accompagnatore, la situazione di Arooj non era semplice. E lo è diventata ancora meno quando la notizia della sua presunta assenza ha raggiunto la famiglia e le colleghe di Arooj.

E se fosse stata fuori da sola? O con un uomo?

“Persino mia madre ha iniziato a guardarmi con sospetto”, ha raccontato Arooj alla Bbc. “L’università ha distrutto i miei sogni e non ha mai chiesto scusa. Nessuna somma di denaro potrà mai riparare al danno che il loro atto ha fatto al mio onore e alla mia reputazione”.

Il pettegolezzo si è diffuso così in fretta che è diventato difficile per lei affrontare le sue colleghe, che la prendevano in giro.

Arooj ha fatto causa all’università e la famiglia l’ha sostenuta. Quattro mesi dopo, l’università ha presentato in tribunale il foglio del suo esame, sostenendo che la registrazione dell’assenza era dovuta a un errore dello staff. L’istituto ha corretto l’errore e ha emesso un nuovo risultato dell’esame.

Ma per la ragazza il danno era già stato fatto ed era impossibile riacquistare il rispetto di cui godeva prima dell’episodio. Nel frattempo, temendo per il suo futuro, i genitori hanno deciso di darla in sposa prima possibile.

Quattro mesi dopo aver terminato il suo esame finale, Arooj era sposata. Ma a causa del matrimonio la ragazza non ha potuto proseguire gli studi con l’obiettivo di unirsi al servizio civile pakistano, che era il suo sogno.

Pochi anni dopo il matrimonio, Arooj e suo marito si sono trasferiti in Canada e hanno avuto tre figli. Lei non ha potuto iniziare una carriera, ma dice di essere felice adesso.

Nel frattempo la vicenda giudiziaria è proseguita e nel 2016 un tribunale civile di Lahore ha ordinato all’università di pagarle 800mila rupie pakistane in danni.

Secondo Farzana Bari, attivista per i diritti umani in Pakistan, anche se la società pakistana sta cambiando, questi tabù continuano a rimanere. “Anche oggi, se una ragazza fosse in una situazione simile, si troverebbe ad affrontare gli stessi pettegolezzi e pressioni da parte della società”, ha detto alla Bbc.

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