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Cosa è successo nell’attacco terroristico fuori dal parlamento di Londra

Un aggressore ha prima investito con un'auto alcuni pedoni e ha poi provato a entrare dentro Westminster armato di due coltelli. Cinque persone sono morte nell'attacco

Immagine di copertina

Quattro persone sono morte e quaranta sono rimaste ferite in quello che è stato definito da Scotland Yard un attacco “terroristico” avvenuto di fronte al parlamento britannico di Londra, martedì 22 marzo 2017. Il bilancio, comprensivo dell’attentatore morto, è stato rivisto da Scotland Yard in una conferenza stampa del 23 marzo, mentre nella serata del 22 marzo le autorità avevano comunicato che le vittime erano cinque. 

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Tra le quattro vittime una donna, un poliziotto e l’autore dell’attacco. Ancora incerta l’identità dell’assalitore e delle altre due vittime che sarebbero comunque persone comuni che si trovavano nell’area.

La dinamica

Un uomo, che secondo la polizia ha agito da solo, ha prima investito alcuni pedoni con un’automobile e ha poi tentato di fare irruzione dentro il palazzo di Westminster, armato di due coltelli, con i quali ha colpito a morte un poliziotto che è stato identificato in Keith Palmer, 48 anni. L’assalitore è stato ucciso dagli agenti di polizia.

Due delle vittime sono rimaste uccise sul ponte di Westminster, che si trova di fianco al palazzo del parlamento. Tra i quartanta feriti, alcuni sono in condizioni gravi. L’area del parlamento di Londra è ancora transennata e la polizia continua le perlustrazioni nella zona.

Le prime ricostruzioni

In un primo momento si è pensato che gli attacchi fossero due, separati tra loro. Uno compiuto da un assalitore armato di coltello che ha tentato di entrare dentro il palazzo di Westminster; e un altro avvenuto a bordo dell’automobile che ha investito alcune persone prima di schiantarsi contro uno dei cancelli del palazzo. Versione poi smentita dalla polizia che ha parlato di un unico attacco.

L’allarme è stato dato anche dai membri del parlamento di Westminster. Dopo l’attacco la seduta è stata immediatamente sospesa e i deputati sono stati fatti rimanere all’interno del palazzo.

Le prime ricostruzioni avevano ipotizzato che gli assalitori fossero due e che uno di loro era ricercato all’interno di Westminster. Ipotesi smentita da Scotland Yard, che ha fatto sapere che l’aggressore ha agito da solo e che è stato ucciso tentando di entrare nella sede del parlamento britannico.

Alcuni media hanno fornito un identikit dell’attentatore, descrivendolo come un uomo di probabile origine orientale, scuro di carnagione e con la barba sul mento. La polizia non ha confermato se la descrizione coincide con quella dell’assalitore.

Cosa sappiamo

Scotland Yard ha confermato in parte le dinamiche di quanto avvenuto, spiegando che l’uomo ha prima falciato alcuni passanti e si è poi schiantato contro i cancelli di Westminster. L’aggressore ha poi provato a entrare dentro il parlamento britannico armato di coltello, riuscendo a ferire a morte un poliziotto, ma venendo ucciso da un altro agente che ha fatto partire tre colpi.

L’allarme è stato lanciato alle 14:40 ora di Londra, quando polizia e ambulanze sono state avvertite per intervenire sul luogo. 

La polizia britannica ha fatto sapere che i morti accertati sono cinque, tra cui l’assalitore, il poliziotto aggredito e una donna uccisa sul Westminster Bridge. Un’altra donna è stata soccorsa nel fiume Tamigi: non è chiaro se si sia lanciata dal ponte per evitare l’attacco o se è caduta nell’acqua. La donna è ricoverata con gravi ferite.

Tra i feriti ci sono anche tre studenti francesi. Il consolato italiano ha comunicato che al momento non si hanno notizie di italiani rimasti coinvolti nell’attacco. Unica eccezione una ragazza bolognese che ha riportato lievi ferite ma che non ha avuto bisogno di un ricovero. 

Scotland Yard ha fatto sapere, a poco più di un’ora dall’attentato, che l’episodio è stato valutato come un attacco “terroristico” fino a prova contraria.

Tre sono i poliziotti rimasti feriti nell’attacco dell’uomo poi ucciso da un agente all’ingresso del palazzo del parlamento britannico.

Cosa non sappiamo

L’attacco non è stato rivendicato da nessun gruppo terroristico e l’identità dell’assalitore non è ancora chiara. Non si sa, inoltre, se l’uomo apparteneva a qualche organizzazione terroristica.

Sono sconosciute anche le motivazioni dell’attacco. 

Non sono stati forniti dettagli sulle condizioni delle persone ferite, fatta eccezione per quelle ricoverate nell’ospedale King’s College. In questa struttura si trovano otto persone, due in situazioni critiche e altre sei in condizioni stabili. Tra i feriti ci sono studenti liceali e turisti di varie nazionalità e tre poliziotti.  

Il 22 marzo del 2016 un doppio attentato ha ucciso 32 persone a Bruxelles. Non si sa se l’attacco avvenuto oggi davanti al parlamento di Londra possa avere qualche legame con la ricorrenza di quanto avvenuto nella capitale belga un anno prima. 

Le reazioni

Solidarietà al popolo britannico e condanne per quanto avvenuto a Londra sono arrivate dai leader dei paesi di tutto il mondo. Tra i primi a parlare telefonicamente con la premier Theresa May c’è stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

“Il terrorismo ci riguarda tutti. La Francia, che è stata duramente colpita negli ultimi tempi, conosce le sofferenze che sta vivendo il popolo britannico”, ha dichiarato il presidente francese Francois Hollande. 

Solidarietà al Regno Unito è stata espressa anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel che ha sottolineato come la Germania sia “ferma e decisa al fianco della Gran Bretagna nella lotta contro ogni forma di terrorismo”.

Stesso messaggio ribadito anche dal presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio alla regina Elisabetta condannando l’attacco di Londra, definito un “inutile tentativo di minare i valori di libertà, apertura e tolleranza”, e assicurando il “fermo impegno dell’Italia” nel combattere ogni forma di terrorismo. 

La premier britannica ha rivolto il suo pensiero “alle persone uccise e a quelle rimaste ferite nell’attacco spaventoso” avvenuto davanti a Westminster. La leader conservatrice ha però ribadito che il fatto non inciderà sui valori britannici. Il parlamento continuerà la sua attività il 23 marzo.

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