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Home » Esteri

Wikileaks ha rilasciato nuovi documenti sulle capacità di spionaggio della Cia

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L'organizzazione di Assange ha pubblicato 8761 documenti che provengono dal Center for Cybe Intelligence dell'agenzia statunitense

La Cia sarebbe in grado di controllare i telefoni di aziende americane ed europee, utilizzandoli come microfoni segreti. Wikileaks ha annunciato martedì 7 marzo 2017 di aver pubblicato migliaia di documenti che provengono dal Center for Cybe Intelligence della Cia e che dimostrerebbero che l’agenzia è in grado di spiare le conversazioni via smartphone grazie a un sistema di hackeraggio.

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L’annuncio della pubblicazione di 8761 documenti è arrivato da Wikileaks attraverso Twitter, precisando che da martedì 7 marzo l’organizzazione cofondata da Julian Assange ha iniziato a pubblicare una serie di nuovi elementi riguardanti la Cia con il nome di “Vault 7”.

“Di recente la Cia ha perso il controllo di gran parte del suo cyber-arsenale, compresi malware e virus di ogni genere”, spiega Wikileaks. “Questa straordinaria collezione che conta diverse centinaia di milioni di codici, consegna ai suoi possessori l’intera capacità di hackeraggio della Cia”.

Secondo Wikileaks questo archivio di dati è circolato senza autorizzazione tra ex hacker e contractor del governo degli Stati Uniti e proprio uno di loro avrebbe fornito parte di questa documentazione poi pubblicata. 

La Cia, secondo quanto spiegato dall’organizzazione di Assange, sarebbe in grado di controllare telefoni come l’iPhone della Apple, gli Android di Google e Microsoft, e anche i televisori Samsung. 

La divisione segreta degli hacker della Cia ha condotto “illegalmente” attacchi che hanno messo a rischio molti top manager dell’industria, membri del Congresso, il governo americano e persino l’account Twitter di Donald Trump, secondo i documenti pubblicati oggi.

Wikileaks ha anche rivelato che la sede del consolato statunitense a Francoforte sarebbe una base di hacking della Cia. Dalla capitale economica europea gli hacker coprivano l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa. 

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