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L’Ue bacchetta la Romania per i decreti che depenalizzano la corruzione

Migliaia i cittadini scesi in piazza per protestare contro il governo a Bucarest. Tra loro c'è anche il presidente della Repubblica, Klaus Iohannis

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Monito di Bruxelles al governo romeno sul tema della corruzione. Con una dichiarazione scritta del presidente Jean Claude Juncker e del primo vicepresidente Frans Timmermans, la Commissione europea ha esortato Bucarest a non fare passi indietro “nella lotta ai fenomeni corruttivi”.

L’avviso arriva dopo l’approvazione da parte dell’esecutivo romeno di misure di alleggerimento delle pene di cui potrebbero beneficiare alcuni politici e funzionari di governo, condannati o sospettati di malversazione e abuso d’ufficio.

Le misure d’emergenza disposte da Bucarest hanno scatenato martedì 31 gennaio la protesta di migliaia di persone, non soltanto nella capitale, ma anche in altre città della Romania. Ad alcune manifestazioni di piazza ha preso parte anche il presidente della Repubblica, Klaus Iohannis, secondo il quale le depenalizzazioni rappresentano un gravissimo un atto “inammissibile e inaccettabile, disposto senza il parere del Consiglio superiore della magistratura”.

Per Iohannis si tratta “del più grave passo indietro da quando dieci anni fa la Romania è entrata a far parte dell’Unione europea”

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