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L’esercito birmano ha ucciso almeno 25 rohingya

La minoranza di fede musulmana non gode dei diritti di cittadinanza ed è protagonista di un'insurrezione cui l'esercito ha risposto con eccessiva violenza

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L’esercito birmano ha ucciso almeno 25 persone in un villaggio rohingya, l’etnia musulmana protagonista di un’insurrezione nell’ovest del paese, domenica 13 novembre 2016.

Secondo quando reso noto dalle forze armate birmane, le persone uccise erano insorti armati di machete e mazze di legno. 

Nella giornata di sabato 12 novembre, l’esercito ha lanciato alcuni attacchi con elicotteri militari sui villaggi rohingya nello stato di Rakhine con l’obiettivo di debellare i miliziani, ma immagini e video pubblicati sui social media mostrano tra le vittime anche donne e bambini.

Nel corso del weekend centinaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case.

Secondo la Bbc, le informazioni riportate dai media di stato circa l’insurrezione rohingya devono essere valutate con molta cautela, dato che non è possibile verificarle in modo indipendente.

La risposta delle forze armate alle istanze rohingya, una minoranza marginalizzata che non gode dei diritti di cittadinanza, è stata criticata da più parti ma, sorprendentemente, non dal premio Nobel per la pace nonché leader del paese Aung San Suu Kyi.