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Il presidente del Sudafrica vicino alla sfiducia

Jacob Zuma, travolto da uno scandalo sulla corruzione, affronterà la settimana prossima il voto del parlamento su una mozione di sfiducia

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La prossima settimana il parlamento sudafricano voterà sulla sfiducia al presidente Jacob Zuma, la cui amministrazione versa in una profonda crisi a causa delle accuse di corruzione e della conseguente impopolarità dell’anziano leader.

Il voto è stato richiesto dal principale partito di opposizione giovedì 3 novembre 2016 in seguito alla diffusione di un rapporto dell’organismo di controllo contro la corruzione nel quale si richiede un’inchiesta giudiziaria per far luce sulle pressioni indebite esercitate sul governo da alcuni interessi economici.

Lo scandalo della corruzione ha portato nelle piazze proteste di massa alle quali le forze dell’ordine hanno reagito con granate stordenti e cannoni ad acqua.

Mmusi Maimane, leader del principale partito d’opposizione Alleanza democratica (Da) ha riferito che il dibattito e il voto sulla sfiducia sono previsti per giovedì 10 novembre.

Zuma è uscito indenne da due precedenti mozioni di sfiducia, grazie al sostegno accordatogli dal suo partito, il Congresso africano nazionale (Anc), che controlla i due terzi dell’assemblea.

Un funzionario dell’Anc ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che il partito serrerà i ranghi e si schiererà al fianco di Zuma anche in questa occasione.

Ma in realtà l’unità del partito vacilla a causa del malcontento generato dallo scandalo e delle conseguenti débâcle elettorali subite alle municipali di agosto.

Il mese scorso, un importante deputato dell’Anc, Jackson Mthembu, ha invitato Zuma e altri alti funzionari a dimettersi.

Da quando è divenuto presidente nel 2009, Zuma è stato coinvolto in diversi scandali legati alla corruzione, ma questa volta tra proteste pubbliche e voto di sfiducia la pressione perché il 74enne si dimetta è più alta che mai e anche se dovesse rimanere al potere i suoi rivali in seno all’Anc potrebbero farsi avanti e sfidarlo.

Le accuse

Il documento dell’organismo di controllo denominato Protettore pubblico si concentra sull’accusa che la famiglia Gupta, proprietaria di un impero economico, abbia influenzato la nomina dei ministri e richiede che venga avviata un’inchiesta per verificare se Zuma, i membri del suo gabinetto e alcune società pubbliche abbiano agito in maniera illecita.

Zuma nega di aver ricevuto pressioni dai fratelli Gupta come da chiunque altro. A loro volta, i Gupta negano di avere esercitato tali pressioni.

Il rapporto ha anche sollevato dubbi rispetto alla liceità di alcune transazioni sulle forniture di carbone tra Eskom, l’agenzia per l’energia del Sudafrica, e una società dei Gupta. L’Amministratore delegato di Eskom ha negato tali sospetti, dichiarando che Protettore pubblico non gli ha dato occasione di difendersi dalle accuse.

Intanto, lo scandalo sulla corruzione è talmente profondo che l’economia del Sudafrica, il paese più industrializzato del continente, ne ha risentito.