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Il leader anti-islam olandese Geert Wilders boicotta il processo per incitamento all’odio razziale

Le accuse sono relative ad alcuni slogan utilizzati contro la comunità marocchina, ma per Wilders il processo è basato su motivazioni politiche

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Il politico olandese anti-islamico Geert Wilders lunedì 31 ottobre non si è presentato alla prima udienza del processo nel quale è accusato di discriminazione e incitamento all’odio razziale. Il procedimento è stato avviato dopo che il leader ha utilizzato slogan contro i marocchini nei Paesi Bassi a una manifestazione 18 mesi fa.

Wilders, leader del Partito per la libertà olandese (Pvv) ha detto che il processo è basato su motivazioni politiche e che si tratterebbe di una “farsa”. Se condannato, rischia una multa e fino a due anni di carcere.

“Questo è un processo politico, e mi rifiuto di collaborare. Dobbiamo parlare di politica in parlamento, non in un’aula giudiziaria”, ha detto in una dichiarazione letta dal suo avvocato. “Si tratta di un mio diritto e di un mio dovere come politico di parlare dei problemi del nostro paese. E i Paesi Bassi hanno un grande problema coi marocchini”, ha aggiunto.

Il processo si è svolto in un’aula di massima sicurezza del tribunale, dove è stata data lettura di 35 delle quasi 6.500 denunce presentate contro Wilders.

Il politico in passato ha più volte criticato i musulmani, chiedendo di bandire il Corano e di chiudere tutte le moschee del paese. I pubblici ministeri sostengono che Wilders abbia oltrepassato il limite quando ha chiesto ai suoi sostenitori se volessero “più o meno marocchini”. Dopo che i sostenitori hanno risposto che ne vorrebbero di meno, ha detto: “Ci organizzeremo in tal senso”.

La sentenza è attesa per il mese di dicembre, circa tre mesi prima delle elezioni, dove Wilders spera di sconfiggere il partito conservatore del primo ministro Mark Rutte, che governa una fragile coalizione. Un sondaggio del 27 ottobre citato da Reuters riporta che il Pvv potrebbe raddoppiare la presenza del suo partito alla camera bassa.

Anche se Wilders non è mai stato al governo, la sua linea dura in materia di immigrazione e islam ha determinato il tono del dibattito politico nei Paesi Bassi per un decennio. Il leader è stato assolto dall’accusa di incitamento all’odio razziale nel 2011, dopo aver chiesto la messa al bando del Corano e la deportazione dei “criminali” marocchini.

Nei Paesi Bassi risiedono 400mila persone originarie del Marocco che costituiscono circa il 2 per cento della popolazione.