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75 miliziani arrestati in Repubblica democratica del Congo per stupri e omicidi

Il gruppo di uomini guidato da un deputato locale prendeva di mira giovani donne e ne abusava sessualmente per trarre protezioni sovrannaturali

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Venerdì 24 giugno, le autorità della Repubblica democratica del Congo hanno annunciato l’arresto di un gruppo di uomini accusati di aver commesso atti di stupro ai danni di giovani donne.

Il gruppo composto da 75 sospetti miliziani ha agito in prevalenza nella provincia del Kivu Sud, una delle 11 provincie della Repubblica democratica del Congo. Gli arresti sono stati effettuati dopo le continue segnalazioni di atti di violenza e omicidi commessi ai danni di numerose ragazze. 

Tra le persone fermate figura anche un deputato provinciale, Frederic Batumike. Il ministro della Giustizia, Alexis Thambwe Mwamba, ha precisato che Batumike e 74 dei suoi combattenti sono stati arrestati la scorsa settimana  per ripetuti stupri compiuti ai danni di circa 30 donne, nei pressi del villaggio di Kavumu. 

“Egli funge da consigliere per i miliziani, consigliano ai combattenti di violentare ragazze molto giovani con l’intento di poter ottenere una protezione sovrannaturale”, ha sottolineato Thambwe Mwumba.

Il ministro ha poi aggiunto che il deputato locale era stato accusato di essere il mandante degli omicidi di un ingegnere tedesco, Walter Muller,  e di un attivista per i diritti umani congolese, Evariste Kasali. 

Jose Maria Aranaz, il direttore dell’ufficio delle Nazioni Unite sui diritti umani con sede nella Repubblica democratica del Congo, si è congratulato per gli arresti. “Accogliamo con favore l’azione delle autorità di porre fine a queste pratiche orribili e portare i responsabili davanti alla giustizia”.

Sono state circa cinque milioni le vittime del conflitto nella Repubblica democratica del Congo che ha coinvolto il paese per un decennio, dal 1994 al 2003.