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L’ex presidente Lula potrebbe accettare un incarico di governo
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L’ex presidente Lula potrebbe accettare un incarico di governo

Una posizione nel governo di Rousseff gli garantirebbe l'immunità nelle indagini sulla corruzione e il riciclaggio di denaro che hanno coinvolto la Petrobras

15 Mar. 2016

L’ex presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva con tutta probabilità accetterà un incarico nel governo della presidente Dilma Rousseff, ma si recherà personalmente a Brasilia per discutere di persona con lei le opzioni disponibili.

I quotidiani brasiliani riportavano lunedì 14 marzo 2016 che Lula avrebbe accettato un incarico ministeriale, dopo che un giudice federale ha lanciato una battaglia legale contro di lui accusandolo di riciclaggio di denaro.

Sarà il giudice Sergio Moro a decidere del suo arresto. Moro è incaricato di supervisionare le indagini sulle tangenti alla compagnia petrolifera statale Petrobras, e ha già ordinato l’incarcerazione di decine di alti funzionari e personaggi politici. La gigantesca indagine anti-corruzione è stata rinominata “Operazione autolavaggio”.

I procuratori avevano richiesto l’arresto di Lula la settima scorsa, dopo averlo incriminato per riciclaggio di denaro, per interrogarlo. Secondo i pubblici ministeri, Lula ha nascosto la proprietà di un appartamento sulla spiaggia a Guaruja, nello stato di San Paolo. Il fermo, concesso da Moro, aveva causato degli scontri isolati tra i sostenitori dell’ex presidente e i suoi oppositori.

Lula ha negato di essere il proprietario dell’appartamento e di aver commesso alcun illecito, bollando l’indagine come una cospirazione di natura politica.

Il giudice di San Paolo, Maria Priscilla Oliveira ha stabilito lunedì che il caso, inizialmente non accorpato all’indagine guidata da Moro nella città meridionale di Curitiba, avviato dai pubblici ministeri contro Lula è direttamente connesso all’indagine sulla Petrobras, nel quale decine di funzionari erano coinvolti nella sottrazione di denaro alla compagnia per pagare tangenti a pubblici ufficiali.

Gli avvocati di Lula hanno criticato aspramente la decisione di riferire il caso alla corte di Curitiba, affermando che Moro non ha alcuna giurisdizione sul caso e negando che il proprio assistito abbia mai avuto a che fare con lo schema della Petrobras. Una portavoce del suo istituto ha reso noto che la possibilità che Lula assuma un incarico di governo è per ora solo speculativa.

Un incarico di governo garantirebbe a Lula l’immunità da Moro, ma non dalla Corte suprema. Secondo la fonte che ha diffuso le indiscrezioni, Lula si sarebbe lasciato convincere ad accettare tale escamotage da Rousseff, di cui è stato predecessore e mentore.

Non è ancora stato deciso se diventerà il capo di gabinetto di Rousseff o se rimpiazzerà il ministro per gli affari legislativi Berzoini.

La rivista d’informazione Veja ha riferito lunedì che l’ex capo del conglomerato ingegneristico Andrade Gutierrez ha chiesto di patteggiare offrendo in cambio i nomi di alcuni ministri coinvolti nella vicenda.

Veja ha anche riportato, ma senza chiarirne la fonte, che l’ex amministratore delegatodi Petrobras Otavio Azevedo ha confessato che lo schema corruttivo sotto indagine è in realtà una pratica operativa diffusa a ogni livello del governo.

Azevedo, che si trova attualmente agli arresti domiciliari, avrebbe inoltre riferito che lo schema includeva anche mazzette per la costruzione degli stadi per i mondiali del 2014. L’informazione pubblicata da Veja troverebbe riscontro in una notizia simile pubblicata a novembre 2014 da Folha de S. Paulo.

Tuttavia, né i portavoce di Gutierrez né quelli di Azevedo hanno rilasciato alcun commento riguardo le indiscrezioni.

Se la notizia della richiesta di patteggiamento fosse confermata, sarebbe il primo caso del genere a coinvolgere il capo dei gruppi ingegneristici più grandi del Brasile, al centro dell’indagine Petrobras che sta scuotendo l’establishment politico del paese da due anni.

Moro ha già arrestato il tesoriere del partito dei Lavoratori di Rousseff e Lula, e l’ex capo di gabinetto di Lula. Il giudice è diventato un eroe per milioni di brasiliani frustrati dall’impunità di cui gode l’elite del paese. Tuttavia, alcuni hanno criticato il suo uso frequente della detenzione preventiva.

Le indagini che hanno coinvolto Lula hanno spinto molti a chiedere che Rousseff si dimetta o sia indagata. Centinaia di migliaia di dimostranti hanno affollato le strade di diverse città per protestare contro il governo e manifestare il proprio sostegno a Moro.

Lunedì, Rousseff ha nominato un nuovo ministro della Giustizia. Si tratta della seconda volta in un mese. A ricoprire l’incarico è adesso un procuratore che ha lavorato in precedenza alla corte elettorale, Eugenio Jose Guilherme de Aragao.

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