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Un bambino palestinese di 10 anni è rimasto ucciso in seguito a un raid israeliano su Gaza

Frammenti di un missile lanciato contro un vicino campo di addestramento di Hamas hanno colpito la casa del bambino, ferendo anche la sorella

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Frammenti di un missile lanciato da un aereo militare israeliano hanno ucciso un bambino palestinese di 10 anni nella striscia di Gaza, ha riferito il portavoce del ministero della Salute di Gaza, Ashraf al-Qudra, sabato 12 marzo 2016.

Una dichiarazione rilasciata dalle forze armate israeliane riferisce che l’incursione aerea aveva come obiettivo un campo di addestramento dell’ala militare di Hamas e che era stato lanciato in risposta ai quattro missili atterrati in campo aperto nel territorio meridionale di Israele nella tarda serata di venerdì 11 marzo. I razzi esplosi non avevano causato vittime né danni.

Gli abitanti di Beit Lahiya, nel nord della striscia di Gaza hanno riferito che frammenti di missile israeliano hanno colpito la casa di Yassin Abu Khoussa causandone la morte. La casa si trova nei pressi del campo di addestramento obiettivo del raid. Anche la sorella di Yassin è rimasta ferita, rendono noto fonti mediche locali.

Si tratta della prima vittima di raid aerei su Gaza da ottobre 2015. L’esercito israeliano ha dichiarato che dall’inizio dell’anno sono stati sette i razzi lanciati dalla striscia di Gaza verso il territorio israeliano, inclusi quelli di venerdì.

Il portavoce militare di Israele, il tenente-colonnello Peter Lerner, ha detto che l’attacco da parte dei miliziani di Hamas è un tentativo di “minacciare la sicurezza della gente che vive nella parte meridionale di Israele. L’esercito continuerà ad agire per proteggere contro coloro che minacciano vite innocenti e la sovranità di Israele”.

Tuttavia, i lancio di razzi da Gaza è significativamente scemato dalla guerra del 2014 durante la quale i miliziani avevano lanciato migliaia di razzi e mortai verso Israele e durante la quale oltre 2.100 Palestinesi, per lo più civili avevano perso la vita. Durante la guerra anche sei civili israeliani e 67 soldati erano rimasti uccisi.

Quest’ultimo scontro a distanza arriva a meno di 24 ore dal raid della forze di sicurezza israeliane nella sede di un’emittente televisiva palestinese a Ramallah, durante il quale sono stati arrestati il direttore e due membri della troupe. L’agenzia d’intelligence israeliana, Shin Bet, sostiene che l’emittente fosse affiliata al gruppo Jihad Islamica, un movimento politico palestinese d’ispirazione islamista.