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La Bosnia ed Erzegovina ha presentato la richiesta di adesione all’Unione Europea

Bruxelles ha chiesto al paese balcanico delle riforme prima di prendere in considerazione la richiesta

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La Bosnia ed Erzegovina ha ufficialmente presentato la sua richiesta di adesione all’Unione Europea. Bruxelles ha però annunciato che il paese balcanico dovrà intraprendere una serie di riforme prima che la richiesta possa essere presa in considerazione. 

I 28 stati membri chiedono infatti alla Bosnia di riformare il suo sistema giudiziario, la sua economia, lo stato di diritto, la pubblica amministrazione e le istituzioni politiche.

“È solo l’inizio di un lungo viaggio”, ha commentato il presidente della commissione per l’allargamento, Johannes Hahn, aggiungendo che l’adesione non può essere completata in pochi anni. 

Nell’ultimo rapporto sulla Bosnia ed Erzegovina del 2015 dell’Unione Europea era emerso che il paese ha fatto marcia indietro su alcuni temi tra cui “le condizioni della libertà di espressione” e il sistema giudiziario.

Federica Mogherini, l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, ha commentato positivamente la richiesta del paese balcanico considerandola vantaggiosa sia per la Bosnia che per la stessa Unione europea. “È una bella notizia prima di tutto per il popolo bosniaco, che potrà rendersi conto oggi che, se il governo del paese si muoverà compatto verso un obiettivo comune, questo potrà essere raggiunto”.

“Vediamo che la nostra vicina Croazia è già stato membro, che il Montenegro e la Serbia hanno già avviato i negoziati. Anche la Bosnia vuole far parte di questo continente”, ha dichiarato Dragan Covic, l’attuale presidente della Presidenza della Bosnia e Erzegovina (esercitata a rotazione da tre presidenti rappresentativi dei tre popoli che costituiscono il paese).

La guerra in Bosnia, scoppiata in seguito alla dissoluzione della Jugoslavia all’inizio degli anni novanta, aveva provocato centomila vittime e lasciato in paese in una condizione di profonda arretratezza.

Il paese è rimasto a lungo diviso tra gruppi etnici e ha dovuto affrontare grosse difficoltà economiche e lentezza nello sviluppo rispetto ai vicini paesi balcanici che hanno avviato molto prima i processi di adesione all’Unione Europea. 

La Macedonia aveva presentato la domanda nel 2004, il Montenegro nel 2008, l’Albania e la Serbia nel 2009. Solo il Kosovo non ha mai presentato alcuna domanda di adesione. Croazia e Slovenia sono invece gli unici due stati dell’ex Jugoslavia che già fanno parte dell’Unione Europea, la prima dal 2013 e la seconda dal 2004.