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I curdi entrano a Sinjar in Iraq

Le truppe curde dei peshmerga hanno fatto il loro ingresso nella città strategica dell'Iraq settentrionale sottraendola all'Isis

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Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, i peshmerga – i combattenti curdi dell’Iraq settentrionale – hanno dichiarato di aver preso il controllo di tutte le postazioni strategiche in mano all’Isis presso la città di Sinjar, nel nord dell’Iraq.

In un tweet del consiglio di sicurezza nazionale dei peshmerga viene reso noto che i miliziani del sedicente Stato islamico sarebbero “sconfitti e in fuga”, dopo che i curdi hanno fatto irruzione in diversi edifici pubblici, granai e ospedali nell’area di Sinjar.

Nell’ambito di questa battaglia, i curdi hanno potuto contare sull’appoggio dei raid aerei statunitensi e di diversi volontari provenienti dalla minoranza yazida.

Gli Yazidi, molto presenti soprattutto nella zona di Sinjar, sono uno dei gruppi etnici che maggiormente ha subito la persecuzione dell’Isis: diversi fra uomini e donne sono stati ridotti in schiavitù.

Dopo essere riuscite a sbarrare la strada all’Isis a est e ovest di Sinjar, venerdì 13 novembre le truppe curde hanno fatto il proprio ingresso nella città.

I corrispondenti di Reuters sul posto hanno confermato di aver visto i peshmerga fare il loro ingresso nella città provenienti da tutte le direzioni, ma non è ancora chiaro se i miliziani dell’Isis si siano ritirati o siano ancora presenti a Sinjar.

Durante l’offensiva curda, le truppe del sedicente Stato islamico presenti nell’area sono arrivate fino a 600 persone.

Sinjar rappresenta per l’Isis un luogo molto strategico per il passaggio di uomini, armi e rifornimenti, dal momento che si trova sulla strada che da Raqqa, capitale de facto del sedicente Stato islamico, e Mosul, la principale città dell’Iraq settentrionale, anch’essa in mano al gruppo jihadista.

Nelle stesse ore in cui i curdi facevano il loro ingresso nella città di Sinjar, avevano luogo altri episodi di notevole rilevanza che hanno coinvolto il sedicente Stato islamico.

La sera del 12 novembre, infatti, un doppio attentato suicida rivendicato dall’Isis ha ucciso almeno 43 persone e ne a ferite oltre 240 in un quartiere a maggioranza sciita nella capitale libanese Beirut.

Nelle stesse ore, un raid statunitense in Siria, nei pressi di Raqqa, ha avuto come bersaglio Jihadi John, il boia dell’Isis autore della decapitazione di diversi ostaggi occidentali nelle mani dei miliziani.

Secondo una fonte militare statunitense riportata dall’emittente britannica Bbc, le probabilità dell’uccisione di Jihadi John sarebbero molto elevate.