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4 motivi per cui l’aereo russo sarebbe precipitato nel Sinai

L'Isis aveva rivendicato l'incidente aereo in Sinai, ma ci potrebbero essere altre ragioni per cui il velivolo è precipitato, tra cui una bomba a bordo

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Sono arrivati a San Pietroburgo i corpi di 140 delle 224 vittime del disastro aereo avvenuto nella penisola del Sinai, in Egitto. L’Airbus A321 della compagnia Metrojet era precipitato circa venti minuti dopo il decollo da Sharm el-Sheikh alle 5:51 del mattino di sabato 31 ottobre. Il volo KGL9268 era diretto a San Pietroburgo, in Russia.

Altri corpi arriveranno all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo nel corso di lunedì 2 novembre. La Russia ha dichiarato domenica primo novembre giornata di lutto nazionale e centinaia di persone hanno portato fiori all’aeroporto di San Pietroburgo, mentre ci sono state commemorazioni in memoria dei defunti nelle chiese della città. 

Restano molti interrogativi su quanto è successo sabato 31 ottobre. Le autorità egiziane hanno dichiarato che l’aereo è scomparso dai radar quando in volo era a più di 9mila metri sopra il nord della penisola del Sinai.

Qualche ora dopo l’incidente il gruppo jihadista Ansar Beit al-Maqdis, affiliato all’Isis, ha rivendicato l’abbattimento dell’aereo. Ma il ministro dei Trasporti russo Maksim Sokolov ha affermato all’agenzia di stampa Interfax che le dichiarazioni dei fondamentalisti “non possono essere considerate vere”, aggiungendo che non ci sarebbe alcuna prova che l’aereo sia stato abbattuto.

Il presidente dell’Agenzia federale russa per l’aviazione, Alexander Neradko, ha comunicato alla stampa domenica 1 novembre che l’ampiezza dell’area in cui sono stati trovati i detriti lascia pensare che l’aereo sia esploso in volo ad alta quota. Neradko si è limitato a dire che è in corso un’indagine. 

Sono quattro le possibili spiegazioni di quanto è accaduto all’Airbus 321 della Metrojet:

1) Un errore umano. In questo caso il pilota avrebbe portato involontariamente l’aereo allo schianto. La compagnia aerea Metrojet ha detto che il pilota, Valery Nemov, aveva sulle spalle più di 12mila ore di volo, tra cui 3.860 ore sull’Airbus A321 in questione, e che non c’è motivo di sospettare che “un errore dell’equipaggio” sia stato la causa del disastro.

2) L’aereo sarebbe stato realmente colpito dall’Isis. In tal caso, il gruppo sarebbe entrato in possesso di armamenti più sofisticati dei normali missili terra-aria, come il missile Buk russo che avrebbe consentito ai ribelli filo-russi di abbattere il volo MH17 della Malaysia Airlines in Ucraina nel luglio 2014. Tutti gli analisti finora concordano sul fatto che il gruppo non sarebbe in possesso di quel tipo di armamenti.

3) L’aereo sarebbe collassato in volo a causa di un problema tecnico. La moglie del copilota aveva detto subito dopo l’incidente che suo marito si era lamentato delle cattive condizioni del velivolo. Secondo gli esperti, un evento simile a un’esplosione causata da una bomba, potrebbe essere provocato da una decompressione improvvisa in seguito un cedimento strutturale. L’Airbus, fabbricato nel 1997, aveva avuto dei danni alla coda durante un decollo nel 2001 ed era stato riparato. Almeno un disastro aereo è avvenuto per questo motivo e ha coinvolto un velivolo della Japan Airlines che aveva subito riparazioni simili. Ma la compagnia Metrojet ha escluso nella mattinata di lunedì 2 novembre questa ipotesi dicendo che si tratterebbe di un “fattore esterno”.

4) Sull’aereo ci sarebbe stata una bomba. Anche se la Metrojet parla di un “fattore esterno”, non sono ancora state prodotte prove che portino in questa direzione. Intervistato dalla Bbc il professor Michael Clarke, direttore generale del Royal United Services Institute, ha però detto che questa ipotesi potrebbe essere molto più plausibile di quella di un missile terra-aria sparato dai miliziani dell’Isis: “I primi rapporti hanno riferito che (l’aereo) sarebbe stato trovato diviso in due, questo suggerirebbe un evento catastrofico, come forse un’esplosione a bordo, e non un guasto meccanico”. 

Le scatole nere sono state ritrovate e portate in Russia per essere analizzate. Secondo le autorità sarebbero in “buone condizioni”. Sono in corso indagini sia da parte delle autorità russe, sia da parte delle autorità egiziane. Anche i tecnici francesi dell’Airbus e i tecnici dell’impianto di costruzione dell’aereo in Germania stanno partecipando alle indagini. 

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