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I resti di un feto nella bara di un vescovo

Nella bara del vescovo Peder Winstrup, conservata nella cattedrale di Lund, in Svezia, sono stati ritrovati i resti di un feto prematuro

Immagine di copertina

Nella bara in cui era conservato il corpo del vescovo svedese Peder Winstrup, seppellito 350 anni fa, sono stati ritrovati i resti di un feto prematuro, di cinque o sei mesi.

La bara si trova nella cripta della cattedrale di Lund, nel sud della Svezia. Un gruppo di scienziati ha riesumato il cadavere per scannerizzarlo e raccogliere informazioni sulla vita del vescovo.

“Il feto del bambino è stato deliberatamente nascosto sotto i piedi del vescovo, sul fondo della bara, quindi pensiamo ci sia un legame tra i due”, ha detto Per Karsten, direttore del museo di storia dell’università di Lund.

Gli scienziati ora faranno un test del Dna di entrambi i corpi per verificare se ci sia un legame di sangue tra i due. Secondo Karsten, il bambino potrebbe essere stato un figlio illegittimo e dunque destinato a essere seppellito fuori dal cimitero cristiano. La madre, per far sì che ricevesse una sepoltura religiosa, potrebbe averlo nascosto nella bara del vescovo.

Winstrup era uno studioso, scienziato, collezionista e teologo. Nel 1666 fu uno dei fondatori dell’università di Lund e nel 1638 divenne vescovo della città svedese. Morì nel 1679, probabilmente di polmonite. Per anni aveva sofferto di gota, artrite, calcoli e forse anche di tubercolosi.

Il suo cadavere è uno dei corpi meglio conservati del diciassettesimo secolo in Europa. È stato mummificato senza essere imbalsamato e senza che fossero rimossi gli organi interni, disidratato in maniera naturale.

Qui sotto un video sulla vita del vescovo e gli studi sul suo corpo mummificato: