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La partita proibita alle donne
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La partita proibita alle donne

Una donna è stata arrestata dopo che aveva provato ad accedere allo stadio per vedere una partita di pallavolo maschile a Teheran

11 Set. 2014

La venticinquenne anglo-iraniana Ghoncheh Ghavami è rinchiusa in una prigione in Iran da più di due mesi.

La sua colpa è quella di aver tentato di entrare nel palasport di Teheran lo scorso 20 giugno, mentre si teneva una partita di pallavolo maschile tra Iran e Italia.

Quando è stata arrestata, Ghonchen si trovava all’esterno dello stadio Azadi – che in iraniano significa libertà – e stava protestando insieme ad altre attiviste contro la legge che proibisce alle donne di assistere agli eventi sportivi maschili.

Il divieto è stato introdotto in seguito alla rivoluzione islamica del 1979: lasciare che le donne siedano tra il pubblico durante una competizione sportiva in cui gli uomini non sono completamente vestiti non è considerato compatibile con gli insegnamenti islamici.

Inzialmente Ghonchen era stata rilasciata qualche ora dopo l’arresto e la polizia che aveva trattenuto soltanto alcuni dei suoi effetti personali. Quando la ragazza è tornata alla centrale per riprenderli, è stata arrestata una seconda volta.

Oggi, è rinchiusa a Evin, il penitenziario di Teheran dove vengono detenuti i prigionieri politici. Ghonchen è riuscita a telefonare alla sua famiglia, dicendo di essere stata tenuta in totale isolamento per 41 giorni.

Dal momento che Ghonchen ha il doppio passaporto, iraniano e britannico, il Foreign and Commonwealth Office del Regno Unito ha esaminato i rapporti circa la sua detenzione. Tuttavia, ha dichiarato di non poter intervenire, poichè i suoi poteri diplomatici in Iran sono limitati.

La ragazza, che ha studiato a Londra per diventare avvocatessa, era tornata da poco in Iran per promuovere i diritti delle donne.

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