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Il mondo questa settimana

Uno sguardo agli eventi più importanti degli ultimi sette giorni

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È stato liberato l’italiano Domenico Quirico, inviato del quotidiano “La Stampa” rapito il 9 aprile. Il giornalista è atterrato a Roma poco dopo la mezzanotte di Lunedì 9 settembre. Insieme a lui è stato rilasciato anche l’insegnante belga Pierre Piccinin [Leggi l’articolo]. In Russia, Sergei Sobyanin è stato eletto sindaco di Mosca con il 51.3% dei voti, sconfiggendo il principale avversario e dissidente, Alexei Navalny, che rifiuta di riconoscere il risultato. Intanto, in Norvegia, il centrodestra ha vinto le elezioni: Erna Solberg sarà il primo premier liberale del Paese dopo otto anni [Leggi l’articolo]. Un nuovo quadro è stato attribuito al pittore olandese Vincent Van Gogh: si chiama “Tramonto a Montmajour”, apparteneva a una famiglia di collezionisti e ora verrà esposto al Museo di Amsterdam [Leggi l’articolo].

In seguito alla morte di un manifestante, in Turchia è riesplosa la protesta nelle strade di diverse città, tra cui Istanbul e Ankara [Leggi l’articolo]. La Russia ha proposto di mettere le armi chimiche della Siria sotto il controllo della comunità internazionale. Il governo iraniano ha sostenuto ufficialmente la richiesta e Obama ha chiesto al Congresso americano di sospendere il voto su un eventuale intervento militare nel Paese in attesa di ulteriori sviluppi, sottolineando però che in assenza di un intervento “il regime di Assad non avrà motivo di smettere di usare armi chimiche”. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha successivamente annunciato la volontà di Assad di sottoscrivere il trattato ONU per la non proliferazione delle armi chimiche. [Leggi gli articoli qui, qui e qui]. Scienziati statunitensi hanno testato con buoni risultati sulle scimmie il vaccino contro un virus simile all’HIV [Leggi l’articolo]. Intanto, in Messico, oltre 40mila persone hanno marciato nella capitale contro il programma di riforma delle tasse e la privatizzazione del settore energetico. Oggetto di protesta anche la riforma del sistema educativo da poco approvata [leggi l’articolo]. Twitter ha annunciato di aver iniziato le pratiche per la futura quotazione in borsa [Leggi l’articolo].

In Afghanistan, i talebani hanno attaccato il consolato americano nella città di Herat. Diversi agenti di polizia afgana sono morti [Leggi l’articolo]. Nelle Filippine, gli scontri tra ribelli islamici ed esercito nazionale sono culminati nel sequestro di circa 170 persone in 6 villaggi della zona di Zamboanga, nel sud del Paese [Leggi l’articolo].

Il conservatore Tony Abbott ha vinto le elezioni in Australia, sconfiggendo il rivale laburista Kevin Rudd, premier uscente [Leggi l’articolo].

In un’intervista a una tv americana, il presidente siriano Assad ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno prove dell’uso di armi chimiche, ventilando l’ipotesi di una rappresaglia da parte dei suoi alleati. Un’esplosione ha danneggiato la sede del ministero degli Esteri in Libia, nel primo anniversario dell’attacco al consolato americano nella città in cui morì l’ambasciatore Chris Stevens [Leggi l’articolo].

Il vicepresidente del Kenya, William Ruto, si è presentato all’Aia per affrontare il processo alla Corte Penale Internazionale, per crimini contro l’umanità. Ruto si è dichiarato non colpevole. Intanto il parlamento keniota ha approvato un provvedimento con cui si afferma l’intenzione di uscire dalla giurisdizione della Corte Penale Internazionale, presso la quale anche il presidente Uhuru Kenyatta dovrà sostenere un processo a novembre.

In Somalia, un gruppo di 160 religiosi ha lanciato una fatwa contro il gruppo Al Shabab, che mira alla creazione di uno stato islamico nel sud del Paese [Leggi l’articolo].