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Gli incontri segreti dei nemici di Assad a Berlino

Nel quartiere berlinese di Wilmersdorf si incontrano esponenti dell’opposizione siriana. Per preparare il giorno dopo la caduta di Bashar al-Assad

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Nemici di Assad a Berlino, gli incontri segreti

Da qualche mese gli oppositori al regime del Presidente Bashar al-Assad si stanno incontrando segretamente nel quartiere di Wilmersdorf, nel centro di Berlino. Le riunioni avvengono rigorosamente a porte chiuse e sono ospitate dall’Istituto tedesco per la sicurezza e la politica estera (Swp), uno dei più influenti think tank tedeschi nel campo delle relazioni internazionali, in collaborazione con l’US Institute for peace (Usip).

Trovarsi di fronte al portone (chiuso) di questo imponente palazzo della burocrazia prussiana, nella centralissima Ludwigkirchplatz, provoca un certo smarrimento. Eppure dietro il carattere teutonico di queste forme architettoniche si riuniscono circa cinquanta esponenti delle varie etnie e confessioni siriane, per discutere su come formare la Siria di domani. Tra i partecipanti, scelti dal Consiglio Nazionale Siriano, principale organo di opposizione al regime di Assad, ci sono rappresentanti della comunità curda, di quella cristiana e i Fratelli Musulmani (questi ultimi ancora clandestini in patria), ma anche ex generali, giuristi e componenti dell’Esercito di liberazione.

Secondo le autorità tedesche, la segretezza degli incontri serve a incoraggiare un dibattito libero e tenere i partecipanti lontani dalle mire dei servizi segreti siriani. Tuttavia dalle notizie filtrate si è venuti a sapere che i partecipanti a questi incontri stanno lavorando a pieno regime per presentare in agosto un documento che esprima l’unione di tutte le anime dell’opposizione siriana al regime. Il Ministro degli esteri Westerwelle (Fdp) ha spiegato che sarà un progetto per una nuova Costituzione e per una riforma dell’apparato militare e della giustizia. Inoltre dovranno essere tracciate delle linee guida per garantire la convivenza pacifica delle diverse confessioni religiose e profonde riforme nell’economia del paese.

Il governo federale di Berlino tuttavia non è coinvolto direttamente nei lavori del comitato, per evitare che gli attivisti possano essere stigmatizzati come marionette nelle mani dell’occidente. Berlino si limita così a offrire facilitazioni finanziarie e un importante aiuto logistico, come i permessi di soggiorno, oltre che spunti pratici su come organizzare il superamento di un regime dittatoriale, alla luce dell’esperienza della caduta della DDR e della riunificazione. Il direttore del Swp, Volker Perthes, ha spiegato che il documento finale non avrà lo scopo di eleggere un nuovo governo in Siria, ma piuttosto di offrire una base di discussione in caso di una transizione politica. “Abbiamo dato la possibilità alle opposizioni di incontrarsi inosservati e senza pressioni esterne, per creare un nuovo discorso comunitario”.

Il lavoro per pianificare il “dopo Assad” procede solerte, anche se resta difficile prevedere gli svolgimenti futuri. “Assad può sicuramente uccidere ancora molte persone, – ha dichiarato l’Außenstaatsminister Michael Link (Fdp) – ma certamente non può più vincere”. Quel che è certo è che la Germania non vuole stare a guardare, e seppure senza un coinvolgimento diretto, Berlino desidera giocare un ruolo centrale.