Un attentatore si è schiantato con la sua auto contro un furgone della polizia a Parigi
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Un attentatore si è schiantato con la sua auto contro un furgone della polizia a Parigi

L'uomo era armato ed è stato ucciso dagli agenti che si trovavano sugli Champs Élysées. Sul caso sta indagando la procura antiterrorismo

19 Giu. 2017  

La polizia francese ha detto che è in corso un’operazione di polizia agli Champs-Elysees, nel centro di Parigi, lunedì 19 giugno 2017.

Secondo la Bbc, un’auto contenente bombole a gas, armi, tra cui un kalashnikov e munizioni si è scontrata contro un furgoncino della polizia scatenando un’esplosione. Secondo l’Afp, che cita il ministro degli Interni, Gérard Collomb, l’uomo è morto.

L’annuncio è stato dato anche sul profilo Twitter della polizia, con cui si chiedeva al pubblico di evitare la zona.

Fonti degli Interni fanno sapere che si è trattato di un atto di “terrorismo” e che l’attacco alla Gendarmerie sarebbe stato “deliberato”. Sul caso sta indagando la procura antiterrorismo, ma secondo la polizia la situazione è adesso sotto controllo e non ci sono feriti tra gli agenti.

L’uomo, Adam D., 31enne nato ad Argenteuil in Val-d’Oise, era noto all’intelligence, con la sigla S, che indica i soggetti sospetti di radicalizzazione.

Alcune persone hanno riferito sui social media che un’automobile ha preso fuoco nell’area e che ci sarebbe un uomo a terra.

In Francia è in vigore lo stato di emergenza, dopo l’ondata di attacchi terroristici che ha colpito il paese negli ultimi due anni.

Lo scorso 20 aprile, pochi giorni prima delle elezioni presidenziali, in un altro attentato sugli Champs Élysées era rimasto ucciso un poliziotto.

Le linee 1 e 13 della metropolitana sono state sospese e la fermata Champs Élysées è stata chiusa.

 

Secondo il quotidiano Le Parisien, intorno alle ore 17 la polizia ha istituito un perimetro di sicurezza intorno a Plessis-Pâté (Essonne), un comune 40 km a sud di Parigi.

Il quotidiano parigino riferisce che alle 18 le forze antiterrorismo hanno fatto irruzione in un garage frequentato da membri della famiglia dell’attentatore.

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