Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:16
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Gli investigatori italiani sul caso Regeni sarebbero stati monitorati dall’Egitto

Immagine di copertina

Secondo il quotidiano La Repubblica, la squadra italiana giunta al Cairo per cercare informazioni sulla morte di Giulio Regeni sarebbe stata monitorata

Gli investigatori italiani recatisi in Egitto per indagare sulla morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano trovato morto al Cairo alla fine di gennaio in circostanze misteriose, sarebbero stati monitorati dal regime egiziano. A riferirlo è il quotidiano italiano La Repubblica.

Le autorità egiziane avrebbero controllato ogni mossa, spostamento e comunicazione della squadra di sei uomini – tre della polizia e tre dei carabinieri – recatisi al Cairo in cerca di informazioni sulla morte di Regeni, tra il 5 febbraio e il 30 marzo.

Repubblica aggiunge di essere stata direttamente testimone di questo monitoraggio durante la seconda settimana di marzo.

Gli investigatori italiani, in virtù del diritto internazionale e di un accordo bilaterale con l’Egitto, una volta al Cairo non hanno autonomia di indagine, ma devono coordinarsi con le autorità locali per svolgere le indagini. Tuttavia, nel rispetto di questo, gli investigatori svolgono colloqui a titolo informale per riuscire a ottenere informazioni utili.

La Repubblica cita però diversi episodi – di cui il quotidiano ha avuto notizia da fonti investigative – che mettono in evidenza come le autorità egiziane abbiano tenuto d’occhio le indagini della squadra italiana.

Si parla di un cittadino del Cairo, raggiunto telefonicamente – su un numero telefonico egiziano – dal team italiano per fissare un incontro e convocato d’urgenza dai militari locali per un interrogatorio.

Da Roma, quindi, si è chiesto agli investigatori che erano al Cairo di non usare più le mail e non attaccarsi ad alcuna sorgente wi-fi, nel timore che qualcuno li stesse controllando.

Persino nell’ambasciata italiana al Cairo, zona che gode dell’extraterritorialità, i diplomatici italiani preferiscono parlare sul lato che affaccia su una grande arteria di scorrimento, dove il rumore del traffico copre meglio le conversazioni, per evitare di venire intercettati.

Con questi presupposti, il vertice tra investigatori italiani ed egiziani del 7 aprile non poteva che avere un esito negativo, che ha portato l’Italia a richiamare in patria per consultazioni l’ambasciatore al Cairo Maurizio Massari.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Ceuta, almeno 49.000 migranti entrati nelle ultime 24 ore. “Scontri con lanci di pietre alle frontiere”
Esteri / Task force di 400 militari italiani schierata in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein
Esteri / Trump: “Accordo storico su disarmo completo di Hamas, Israele uscirà da Gaza”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Ceuta, almeno 49.000 migranti entrati nelle ultime 24 ore. “Scontri con lanci di pietre alle frontiere”
Esteri / Task force di 400 militari italiani schierata in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein
Esteri / Trump: “Accordo storico su disarmo completo di Hamas, Israele uscirà da Gaza”
Esteri / Emergenza migranti a Ceuta, in migliaia arrivati a nuoto. Scontro Roma-Madrid su Schengen
Esteri / Raid russi sull’Ucraina: otto morti. Violato lo spazio aereo della Polonia
Esteri / Kenya, 15 elefanti morti in pochi giorni: forse avvelenati da una sostanza tossica
Esteri / Mosca: “Mandato di cattura per il capo di Telegram. È complice del terrorismo”
Esteri / Netanyahu: “Incontro eccellente con Trump, abbiamo obiettivi comuni”
Esteri / L’Iran attacca una base Usa in Giordania e tre petroliere a Hormuz
Ambiente / Danubio in secca, livelli dell’acqua ai minimi da 30 anni