Influencer ed emergenza coronavirus: è boom di interazioni (+88 per cento su Facebook)

I dati di Sensemakers, società di consulenza nel marketing digitale. Follower cresciuti del 5 per cento

Di Donato De Sena
Pubblicato il 13 Mag. 2020 alle 12:46 Aggiornato il 13 Mag. 2020 alle 12:53
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Immagine di copertina

Influencer e coronavirus: crescono follower e interazioni

Durante l’emergenza coronavirus sono aumentati il numero dei follower e l’engagement degli influencer italiani su Instagram e Facebook. Lo confermano i dati elaborati da Sensemakers, società di consulenza nel marketing digitale, che è anche partner di Shareablee, leader globale delle misurazioni social cross-piattaforma di competitive intelligence delle audience e delle attività di branding sui social network.

Influencer italiani e coronavirus: +5 per cento di follower

“Dall’inizio della crisi i maggiori influencers italiani hanno complessivamente registrato un aumento delle fan base di circa il 5 per cento sia su Instagram che su Facebook e lievemente inferiore su Twitter”, spiega l’ad Fabrizio Angelini. “È interessante notare che l’emergenza Covid, soprattutto su Facebook, ha fatto emergere
tanti nuovi profili di personaggi politici (si pensi al premier Giuseppe Conte o a Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania) o di membri delle istituzioni (lo stesso presidente della Repubblica) che normalmente non sono tra i più seguiti”.

Per l’analisi sono prese in considerazione le pagine pubbliche di circa 1.000 influencer italiani, riconducibili a molteplici categorie di contenuto: dai fashion influencer ai cantanti o attori e registi, dai politici o imprenditori ai video creator, dai giornalisti e blogger agli atleti, e poi personaggi del mondo del food, beauty, tech & gaming, fitness, general lifestyle, automotive, travel. Le variazioni sono state calcolate confrontando i volumi della settimana dal 27 aprile al 3 maggio con quelli registrati la settimana antecedente al primo caso Covid italiano, quella dal 10 febbraio al 16 febbraio.

“Su Instagram  – afferma l’ad di Sensemakers – hanno continuato a raccogliere interesse i ‘soliti noti’ che hanno comunque adattato la propria comunicazione alla crisi mentre Twitter è il social che meglio si presta alla discussione su temi di attualità e di interesse collettivo, terreno d’elezione per giornalisti e opinionisti pubblici”.

Influencer italiani e coronavirus: +88 per cento di interazioni su Facebook

Per quanto riguarda le interazioni e le visualizzazioni video per gli influencer italiani Angelini parla di una differenza rilevante tra oggi e il periodo pre-emergenza. “La variazione delle interazioni, dato che meglio fotografa il livello di partecipazione e coinvolgimento sui social, è stata molto significativa. Facebook ha fatto registrare un +88 per cento e Twitter un +46 per cento ad ulteriore conferma che si tratta degli ambienti più coerenti per la discussione pubblica dei temi dell’emergenza Covid”.

“Instagram – continua Angelini – ha invece evidenziato una crescita del +7 per cento molto legata alla dimensione privata e individuale dell’#iorestoacasa, con molte interazioni legate al cambiamento d’abitudini e routine quotidiane imposto dal lockdown”.

C’è una variazione rilevante anche nell’attività editoriale dal punto di vista del numero di post pubblicati su Facebook e Instagram e dei video caricati su YouTube. “L’aumento della pubblicazione dei video su Youtube è stato del + 18 per cento, mediamente più alto degli incrementi registrati delle altre tipologie di post su Facebook (+1 per cento) e su Instagram e Twitter (entrambi a +9 per cento). Il video è sicuramente il formato con i maggiori tassi di crescita e anche quello che si presta meglio per comunicazioni di carattere più istituzionale, che si tratti di politica o di promozioni commerciali”.

Sensemakers rileva che “gli hashtag legati all’emergenza sanitaria e agli effetti del lockdown sono sempre stati tra i principali temi di dibattito sui social” e che c’è stato tuttavia un “mutamento della comunicazione” nelle varie fasi della crisi. “Nel periodo iniziale – fa sapere Angelini – non sono mancati i toni anche polemici sulla gestione della crisi. Quando invece è emersa in tutta la sua drammaticità la portata della pandemia, ha prevalso il richiamo al senso di responsabilità e di comunità mentre nelle ultime settimane si è tornati a discutere (e spesso a criticare) i provvedimenti per la ripresa economica”.

Influencer e coronavirus: il confronto tra Italia e altri Paesi

Interessante, infine, il confronto con quanto accade all’estero e in particare negli altri Paesi europei impattati dalla pandemia, perché – spiega l’ad di Sensemakers – “quelli statunitensi hanno solitamente un’audience internazionale che supera i confini domestici”. In Germania è emerso “un andamento molto simile al nostro”, mentre in Inghilterra e in Francia sono aumentare “soprattutto le interazioni su Facebook”. La Spagna invece “ha registrato un calo pronunciato su molti indicatori, come se gli influencer di quel Paese si siano trovati spiazzati di fronte alla crisi”.

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