George Clooney e l’intelligenza artificiale: “Mi fa paura in mano a questi politici”
L'attore condivide le sue preoccupazioni in merito all'IA
George Clooney condivide le sue preoccupazioni in merito all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Ospite del simposio “Qual è il futuro della creatività nell’era dell’AI?”, che si è tenuto a Venezia, l’attore ha dichiarato: “Sono stato educato con una convinzione: qualunque cosa leggessi era vera, ora invece diciamo alla gente di non credere a ciò che vede. È l’evoluzione del mondo dell’informazione a spaventarmi, più del futuro dello show business, e non mi fido del governo per regolare l’intelligenza artificiale, soprattutto quando ci sono imbecilli al potere”. L’interprete ha quindi aggiunto: “Comunque resto ottimista e ci tengo, come anche mia moglie Amal, a interessarmi dei problemi del mondo. Però ho 65 anni e a chi mi chiede se voglia entrare in politica rispondo che abbiamo bisogno di nuove persone con idee diverse”.
Al convegno ha partecipato anche il regista Giuseppe Tornatore, che ha dichiarato: “L’intelligenza artificiale è un mezzo creato dall’uomo, ma non come qualcosa che deve dominarci. È il caso allora di stabilire come comportarci per non lasciarci sopraffare: dobbiamo tornare a sognare per mantenere la priorità dell’essere umano rispetto alla tecnologia. L’effetto di ciò che è il prodotto della nostra creatività può sfuggire anche alla nostra stessa volontà creativa. Giorni fa sono stati pubblicati pochi minuti di un film interpretato da Val Kilmer, ma il problema è che è morto due anni fa. Questo film non lo ha girato lui, ma gli eredi hanno permesso che si realizzasse. Anche a me piacerebbe dirigere ad esempio Buster Keaton, ma non vorrei che questo diventasse una folle promessa d’immortalità, come nel caso dei genitori che conversano con la figlia morta da tempo grazie all’AI. Ecco, allora c’è un confine oltre il quale non si deve andare”.