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Verona-Brescia, cori razzisti: Balotelli infuriato scaglia il pallone in curva. Juric: “Bugia, non c’è stato nulla”

Di Marco Nepi
Pubblicato il 3 Nov. 2019 alle 16:56 Aggiornato il 3 Nov. 2019 alle 18:19
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Immagine di copertina

Verona-Brescia, cori razzisti: furia Balotelli

Cori razzisti allo stadio Bentegodi di Verona. Al nono minuto del secondo tempo della partita di Serie A tra Hellas Verona e Brescia, con i padroni di casa in vantaggio per 1-0, l’attaccante del Brescia Mario Balotelli, vicino alla bandierina del corner proprio sotto la curva dei tifosi veronesi, difende palla dall’avversario, si ferma, raccoglie la palla con le mani e di scatto la lancia di destro verso la curva.

Un gesto di rabbia rivolto verso i tifosi di casa per gli insulti ricevuti fino a quell’istante. Mario ha quindi preso la direzione degli spogliatoi facendo cenno con il dito “non gioco più”. Solo l’intervento dei compagni, degli avversari e dell’arbitro lo ha fatto desistere.

La partita è stata quindi sospesa per circa 4 minuti, il tempo di far dare l’annuncio allo speaker che nel caso in cui i cori fossero stati ripetuti, l’arbitro avrebbe interrotto definitivamente la sfida. Poi tutti di nuovo in campo con il numero 45 regolarmente al suo posto.

Il resto del Bentegodi, durante la sospensione, ha reagito intonando il nome di Mario più volte.

La partita è poi terminata con il risultato di 2-1 per il Verona. Gol di Salcedo (50′), Pessina (81′) e Balotelli (85′).

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Dopo partita l’allenatore dell’Hellas Verona, Ivan Juric, ha smentito che ci siano stati cori razzisti: “Oggi non c’era nulla. Non ho paura di dirlo. Grandi fischi e sfottò ma niente di più. Perché Balotelli ha reagito così? Chiedetelo a lui…”, le sue parole a Sky Sport.

“Quando ci sono cori razzisti non ho alcuna paura a dirlo, mi fanno schifo, ma oggi non c’è stato nulla – ha aggiunto -. Solo grandi fischi e cori provocatori nei confronti di un grande giocatore. Niente razzismo. È una bugia”.

Dello stesso avviso il presidente del club gialloblù, Setti: “Non si è sentito nulla in campo. Non ho nessuno problema ad andare a prendere chi fa cori razzisti, ma i tifosi del Verona non sono razzisti. Nel dna del nostro pubblico c’è lo sport puro. Condanniamo il razzismo. Abbiamo anche giocatori di colore in squadra. Se due persone fanno si che i giornalisti facciano articoli su articoli sul razzismo a Verona non sta né in cielo né in terra. La nostra curva è ironica ma non razzista”.

“Balotelli? Quando si parla di un campione come lui, che è particolare, magari si da più peso… Forse la tensione visto il risultato della partita ha generato uno scatto di rabbia – ha aggiunto Setti -. Se ci ho parlato? Sì, ci siamo parlati e salutati dopo la partita. Gli ho detto scusa se qualcuno ha detto qualcosa, ma non si è sentito nulla allo stadio. Non voglio che venga estremizzato il tifo di Verona”.

Di parere diverso Eugenio Corini, allenatore del Brescia: “Non ho ancora parlato con Mario. Ha detto che ha sentito qualcosa in un momento molto concitato, da quel momento la sfida è continuata – ha detto a Sky -. Lui è stato bravo, è stato colpito emotivamente, ma ha continuato a giocare nonostante le difficoltà. La situazione è stata chiara. L’arbitro ha sospeso la partita come doveva fare. Prima e dopo è filato tutto liscio”.

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