Tour de France 2019, diciottesima tappa: la sfinge è risorta | Il commento

L'analisi di TPI sulla gara di oggi: la prima delle tappe alpine

Di Simone Gambino
Pubblicato il 25 Lug. 2019 alle 20:50 Aggiornato il 25 Lug. 2019 alle 20:52
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Immagine di copertina
Nairo Quintana

Tour de France 2019, diciassettesima tappa | Il commento di TPI

Tour de France 2019 18 tappa – Se non fosse per la miracolosa resurrezione di Nairo Quintana ci sarebbe poco da scrivere sulla prima delle tre tappe alpine del Tour de France 2019. Invece, grazie alla piccola impresa dell’enigmatico colombiano, risalito in classifica generale al 7° posto a 3’54” dalla maglia gialla Julien Alaphilippe, siamo qui a raccontare una frazione stile Gattopardo in cui è successo tanto perché cambiasse poco.

I 208 km da Embrun a Valloire prevedevano ben tre GPM oltre i 2.000 metri: Vars (2.109), Izoard (2.360) e Galibier (2.642) prima della picchiata finale sul traguardo. Oggi si è dovuto attendere 40 km perchè riuscisse a decollare la fuga scaturita da un azione precedente il traguardo volante che assegnava i punti per la maglia verde.

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Tour de France 2019 18 tappa, la classifica

Partorito il topolino, sono 33 i uomini all’avanguardia. Tra di loro, quello messo meglio in classifica è Nairo Quintana, 12° a 9’30”.  Sul Vars, la maglia a pois Tim Wellens precede Romain Bardet. Il vantaggio dei fuggitivi è 7’40”. Il margine resta invariato fino a metà della salita successiva, l’Izoard. E’ a questo punto che la Movistar si schiera davanti recuperando quasi tre minuti. Non seguendo a questo forcing un attacco di Landa, il motivo di quest’azione resta a tutt’ora misterioso. In cima all’Izoard passa per primo Damiano Caruso che precede Bardet.

A Briançon, ai piedi del Galibier, si ricompattano in 11 al comando: Woods, Van Avermaet, Pauwels, Lutsenko, Kämna, Chérel e Benoot,

Yates, Bardet, Quintana e Caruso. A metà della lunga salita, 23 km, la Sfinge parte e fa il vuoto. Per un attimo sembra che il tempo sia tornato indietro di cinque anni quando Nairo dominava sulle salite dei grandi giri. Bardet e Lutsenko sono gli unici a tentare una minima resistenza ma non c’è nulla da fare. In cima al Galibier, Quintana transita con 1’44” su Bardet che nel frattempo si è liberato del kazako.

LA CLASSIFICA GENERALE DEL TOUR DE FRANCE 2019

La salita

Intanto, tra i migliori si assiste ad uno scatto di Bernal cui Alaphilippe non risponde. Il giovane colombiano guadagna subito mezzo minuto ma poi avviene il secondo episodio inspiegabile della giornata. Thomas, anziché proteggere l’attacco del compagno di squadra, scatta. La maglia gialla va in difficoltà ma non naufraga, perdendo 20“ sugli avversari diretti negli ultimi tre km di salita.

La picchiata  verso l’arrivo vede Quintana tenere a distanza Bardet mentre Alaphilippe effettua una prodigiosa rimonta che lo porta non solo a riprendere gli avversari ma addirittura a tentare di distanziarli. Alla fine Bernal guadagna 32” che gli consentono di salire al 2° posto in classifica scavalcando il suo capitano Thomas. Significherà qualcosa nelle strategie Ineos di domani?

Intanto, vediamo cosa succederà nella 19ma tappa da Saint – Jean – de Maurienne a Tignes. Tappa relativamente breve con ben 5 GPM tra cui spicca il Col de l’Iseran, 13 km al 7,5% che porteranno fino a quota 2.770. Seguirà la discesa su Val d’Isere e la successiva salita fino all’arrivo di Tignes, 7 km al 7,5%. Sulla carta una tappa leggermente meno dura di oggi. Tuttavia, questo Tour de France ci ha insegnato che, la logica non abitando qui, fare previsioni può risultare molto pericoloso.

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