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È morto Paolo Rossi, l’eroe dei Mondiali del 1982 che fece sognare l’Italia del calcio

Di Luca Serafini
Pubblicato il 10 Dic. 2020 alle 06:33 Aggiornato il 10 Dic. 2020 alle 06:42
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Immagine di copertina

Paolo Rossi, l’indimenticabile “Pablito” dei Mondiali del 1982, è morto a 64 anni. Era afflitto da un male incurabile. L’annuncio è stato dato dalla moglie, Federica Cappelletti, con un post su Instagram. La foto ritrae i due coniugi stretti e sorridenti ed è accompagnata dal commento “Per sempre”, seguito da un cuore.

Rossi con i suoi gol trascinò l’Italia di Enzo Bearzot a vincere i campionati del Mondo in Spagna. Tre gol al Brasile, due alla Polonia, uno alla Germania in finale, che gli valsero anche il titolo di capocannoniere della manifestazione e il pallone d’oro. A quella competizione Rossi era arrivato dopo due anni di squalifica per il calcio scommesse. Esploso nel Vicenza, Pablito militò nel Perugia  per poi passare alla Juventus. Ha vestito anche la maglia del Milan, per poi chiudere la carriera con quella del Verona. Con Vieri e Baggio condivide il record azzurro di nove marcature ai Mondiali. Fu il primo, seguito poi da Ronaldo, a vincere nello stesso anno campionati del Mondo, titolo di capocannoniere della fase finale e pallone d’oro.

Con la Juventus ha conquistato due scudetti, una Coppa delle coppe, una Supercoppa e una Coppa dei Campioni. Fu anche capocannoniere della Serie B con il Vicenza. Dopo la carriera di calciatore è stato a lungo opinionista in Tv, prima che la malattia lo allontanasse dagli schermi. Lascia la moglie Federica e tre figli: Sofia Elena, Maria Vittoria e Alessandro. Nel 2004 era stato inserito nel Fifa 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelè e dalla stessa Fifa in occasione del centenario della federazione.

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