Me
HomeSportCalcio

Mihajlovic e la leucemia, cosa dicono i medici sulla malattia dell’allenatore del Bologna

Di Marco Nepi
Pubblicato il 13 Lug. 2019 alle 19:23
Immagine di copertina

Mihajlovic Leucemia, cosa dicono i medici della malattia dell’allenatore

MIHAJLOVIC MALATTIA LEUCEMIA – Sinisa “Mihajlovic potrà e deve continuare le sue attività. Ci saranno momenti che sarà lontano dalla squadra per le terapie, ma questo non significa che non inciderà, che non dirà la sua sulla squadra. Parliamo di una malattia che si può combattere e vincere. E vincere anche in tempi brevi”.

È il pensiero espresso sulle condizioni di salute dell’allenatore serbo del Bologna dal dottor Gianni Nanni, medico della squadra. Oggi Mihajlovic in conferenza stampa a Casteldebole, la sede del centro tecnico del Bologna, ha confermato le voci su una sua malattia spiegando di essere malato di leucemia e dicendosi pronto a combattere con determinazione per vincere la sfida. “Batterò la leucemia, e lo farò per mia moglie, per la mia famiglia, per chi mi vuole bene”, sono state le parole del tecnico, quasi in lacrime, che in settimana non era partito con i suoi calciatori per il ritiro precampionato.

“È una forma attaccabile, si può guarire”, ha sottolineato l’allenatore parlando della malattia. “E io la batterò. Ma ho bisogno dell’aiuto di tutti quelli che mi vogliono bene”.

Mihajlovic Leucemia, il parere dei medici

“La terapia – ha fatto sapere ancora il medico Nanni – inizierà martedì. Non sappiamo dire quanto tempo durerà, sappiamo la diagnosi ma non il tipo di leucemia”.

Probabilmente Mihajlovic nella sua battaglia sarà aiutato dal forte carattere. Il dottor Carmine Pinto, past president dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, spiega che l’atteggiamento combattivo mostrato dall’allenatore “è fondamentale per una buona riuscita delle terapie”.

Pe rla leucemia ci sono molte possibili terapie, che in diversi casi portano alla guarigione completa. E per affrontarle un atteggiamento positivo è fondamentale. L’approccio cammina di pari passo con quella sorta di alleanza che la struttura dove viene effettuata la cura deve avere con il paziente. Il paziente deve avere massima fiducia dei medici e affrontare la malattia senza abbattersi.

Le prime parole di Mihajlovic possono essere certamente di esempio per le altre persone. “Io non vedo l’ora di andare in ospedale: prima inizio la cura prima finisce”, ha detto l’allenatore. “La affronto con il petto in fuori e vado avanti – ha continuato – la malattia è in fase acuta, ma è attaccabile, ci vuole un po’ di tempo ma si guarisce”. E ancora: “Chiedo scusa a chi non ho risposto, ho ricevuto 500-600 messaggi. Volevo stare con me stesso, buttare tutte le energie negative che avevo dentro per essere pronto ad affrontare ciò che dovevo affrontare”.

I numeri sulla leucemia

Il termine leucemia indica una serie di malattia con una proliferazione incontrollata di alcune cellule staminali. E in base ai dati dell’Airtum, l’Associazione Italiana Registri Tumori, in Italia le forme più frequenti di leucemia sono la linfatica cronica (33,5 per cento del totale), la mieloide acuta (26,4 per cento), la mieloide cronica (14,1 per cento) e la linfatica acuta (9,5 per cento).

Le terapie variano a seconda del tipo, e vanno dalla chemioterapia all’utilizzo dei nuovi farmaci biologici al trapianto di midollo. Secondo un rapporto ‘I numeri del cancro’ di Aiom sono stati circa 9mila i casi di leucemia diagnosticati in Italia nel 2018, di cui 5mila negli uomini. La sopravvivenza per le leucemia è intorno al 70 per cento nella fascia fino a 54 anni.

“In questo momento ha detto ancora il Pinto – le leucemie e i linfomi sono tra i tumori più curabili e molte delle terapie a disposizione mirano alla guarigione completa”.