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Flavio Alberti, l’italiano che ha portato l’approccio lean thinking nello sport italiano

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Flavio Alberti ha 42 anni e vive a Milano. Per lavoro fa il consulente di diverse aziende ed è socio di Venetwork spa, una società per azioni con capitali privati che si configura come un acceleratore di opportunità produttive e finanziarie che nell’anno 2021 ha generato un fatturato consolidato pari a 209 mln/€. Ha da sempre una passione per lo sci e dal 2008 è anche il Presidente dello Sci Club Drusciè di Cortina d’Ampezzo.

Di lui si è parlato a lungo in vista delle elezioni della Federazione Italiana Sport Invernali, che erano previste in primavera e che sono slittate in autunno. Di questo possibile nuovo incarico non vuole sentirne parlare. “No comment”.

Lo Sci Club guidato da Alberti, oltre ad essere stato premiato lo scorso anno come il primo in Italia fra tutti i club civili, al netto di quelli militari, in termini di prestazioni e risultati raggiunti, si è distinto per aver apportato una piccola rivoluzione nella organizzazione del circo bianco.

Si chiama Lean Sport Service, non è solo una branca del pensiero snello in chiave sportiva, ma è una rivisitazione sul come gestire in maniera ottimale un’associazione dilettantistica e i suoi stakeholder, partendo dalla mappatura delle necessità di questi ultimi, integrando tecnologie abilitanti 4.0 a sostegno di un personale in continua formazione e tagliando gli sprechi così da poter reinvestire risorse in attività e progetti. Tra questi possiamo citare la digitalizzazione dell’apparato amministrativo, che ha portato il Druscié a munirsi di un gestionale innovativo, lo sviluppo di un’app dedicata a Soci e Partner del Club e l’utilizzo dei principali social network come canali di comunicazione. Un altro investimento, che denota l’attenzione al futuro e la voglia di innovazione del sodalizio ampezzano, è stato il lancio della sua prima collezione NFT in collaborazione con Gian Luca Comandini.

Ma investire nella tecnologia non è sufficiente per portare a casa risultati tangibili infatti alla base della “Lean Sport Service” troviamo l’applicazione sul campo della metodologia “Agile”, la quale, ha dato gli strumenti e il metodo necessario per mappare e innovare le attività del club a valore aggiunto.

La chiave di questo metodo sta nell’organizzazione e nei dettagli ai quali tutti i membri dello Sci Club Druscié Cortina fanno attenzione, rendendo il club ampezzano un esempio sia sul piano gestionale che su quello sportivo. Infatti il miglioramento non è solo nella quotidianità del dietro le quinte, ma anche nei risultati agonistici ottenuti a livello nazionale ed internazionale e nell’essere un caso di studio che attira l’attenzione di giovani laureandi e di istituti di istruzione universitaria: è infatti sempre più comune trovare il Druscié tra le pubblicazioni di tesi di laurea e paper di approfondimento, generando un ulteriore valore aggiunto. Un’eccellenza italiana quindi che può fare la differenza giocando un ruolo chiave nello sport di domani.

Del Drusciè fa parte anche René De Silvestro, vincitore di due medaglie (argento e bronzo) alle Paralimpiadi di Pechino 2022.
Alla domanda se questo metodo serva da laboratorio per progetti futuri, Alberti riconosce che “lo sci club Drusciè, è vero, non può crescere più di così”, ma serve anche da incubatore per migliorare la gestione delle attività delle società dilettantistiche e professioniste.

Eppure Alberti sarebbe un candidato papabile per il vertice della Federazione, grazie alla sua “ossessione al miglioramento continuo, una condizione mentale che mi fa stare bene” – come la chiama lui – nell’organizzare la vita degli atleti e dei tecnici. Lo confermano anche i suoi sostenitori, un folto gruppo di professionisti e addetti ai lavori, che vedrebbero di buon occhio la sua figura nel ruolo più alto della FISI.

Ma ciò che pare contrastare con quella che un tempo sarebbe stata un’ambita posizione è la non volontà – da parte di Alberti ma anche di altri – a concorrere per il vertice di un movimento che fa fatica ad evolvere come lo stanno facendo alcune aziende italiane, in primis quelle di cui Alberti fa parte.

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