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Diego Maradona e la cocaina: il difficile rapporto del campione con le dipendenze

Di Antonio Scali
Pubblicato il 25 Nov. 2020 alle 18:08 Aggiornato il 25 Nov. 2020 alle 18:13
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Immagine di copertina

Diego Maradona e la cocaina: il difficile rapporto del campione con le dipendenze

Per anni Diego Armando Maradona ha avuto un rapporto difficile con la cocaina e in generale diverse dipendenze, come l’alcol, che ne hanno segnato profondamente la vita e la salute. Un campione in campo che però fuori dal rettangolo di gioco non ha certo condotto sempre una vita esemplare. Genio maledetto, che purtroppo ci ha lasciato oggi, 25 novembre 2020, a soli 60 anni. Fatale è stato un arresto cardiocircolatorio, avvenuto nella sua casa di Tigre, in Argentina, dove stava trascorrendo la convalescenza dopo l’intervento chirurgico alla testa di qualche settimana fa.

All’inizio di novembre infatti era stato operato per la rimozione di un ematoma subdurale al cervello. L’intervento, secondo le informazioni diffuse dai medici, era stato eseguito senza complicazioni. Quello che per molti è considerato il calciatore più forte di sempre, ha vissuto in 60 anni varie vite, molte delle quali segnate dall’ombra della dipendenza e della cocaina. Più volte ha rischiato di morire per i suoi eccessi.

Nel 2000 è stato colpito da un infarto a seguito di un’overdose nella località balneare uruguaiana di Punta del Este, per seguire una lunga cura a Cuba. Nel 2004, quando pesava più di 100 kg, ha dovuto fare i conti con un’altra crisi cardiaca a Buenos Aires, superata anche in questo caso. Quindi ha subito un intervento chirurgico allo stomaco per perdere molto peso. Nel 2007, il consumo eccessivo di alcol lo aveva portato in ospedale, mentre recentemente si è sottoposto a un intervento per inserire una protesi a causa del dolore alle ginocchia.

Il rapporto con la cocaina e le droghe ha segnato l’ultima parte della sua irripetibile carriera: fu sospeso due volte dal calcio giocato per differenti motivi. Una volta per uso di cocaina nel 1991 e un’altra volta per positività ai test antidoping, al mondiale degli Stati Uniti 1994 (per uso di efedrina, sostanza non legale spesso usata per perdere peso). Negli ultimi anni era riuscito a disintossicarsi dopo lunghi soggiorni in centri specializzati. Ma il suo fisico mostrava tutte le conseguenze di una vita condotto sul filo del baratro.

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