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Cobolli Gigli: “Elkann dice che non vende la Juventus? Diceva così anche di Gedi”

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A sinistra Giovanni Cobolli Gigli, presidente della Juventus dal 2006 al 2009. A destra John Elkann, amministratore delegato di Exor, la holding che controlla la Juventus. Credit: AGF

L'ex presidente bianconero non si fida della smentita dell'a.d. Exor: "Leggeva mentre parlava e questo non depone molto a favore della sua convinzione di quello che ha detto"

Giovanni Cobolli Gigli, presidente della Juventus dal 2006 al 2009, non si fida completamente delle parole con cui nei giorni scorsi John Elkann, amministratore delegato di Exor, ha smentito la possibilità che la holding di famiglia venda il club bianconero. “Due mesi fa ha fatto delle dichiarazioni su Gedi e poi sono volate via con il vento dell’inverno”, osserva durante il programma radiofonico Radio Anch’io Sport, in onda su Rai Radio 1

L’ex presidente fa riferimento all’imminente cessione di Gedi al greco Theodore Kyriakou, presidente di Antenna Group: nei mesi scorsi Exor aveva indirettamente smentito le voci sulla vendita del gruppo editoriale, ma ora quell’operazione è sul punto di concretizzarsi.

Secondo Cobolli Gigli, il rischio è che accada lo stesso con la Juventus, dopo che nei giorni scorsi Elkann ha registrato un video, pubblicato sul sito del club bianconero, per garantire che la società calcistica “non è in vendita”. In particolare, il nipote di Gianni Agnelli – oggi a capo della società, Exor, che gestisce tutte le partecipazioni societarie della famiglia – è intervenuto per rispondere pubblicamente all’offerta di Tether, attuale azionista di minoranza che ha presentato un offerta da 1 miliardo di euro per acquisire il 100% del club. Offerta respinta anche ufficialmente con un comunicato da Exor.

“Ho ascoltato le parole di John Elkann. Se potessi fare un po’ di ironia, vorrei sapere se queste parole sono state dette col cuore o col gobbo”, commenta ironicamente Cobolli Gigli: “Leggeva mentre parlava e questo non depone molto a favore della sua convinzione di quello che ha detto”. “Prendiamo atto delle sue parole”, continua l’ex presidente. “Sono un po’ meno convinto della solidità della Juventus, a questo punto vediamo cosa succede”

“Il contenuto delle sue parole ha messo, per ora, un punto fermo a quello che può essere il tentativo di nuovi soci di entrare nella Juventus. Questa mi sembra una cosa positiva”, riconosce Cobolli Gigli. “Dopodiché bisogna costruire”. L’ex presidente lancia una critica nemmeno troppo velata al management attuale: “La Juve – dice – ha una Cda appena nominato che non deve essere assente come quelli precedenti. Certe dichiarazioni spettano all’amministratore delegato. Immagino che Comolli (il francese Damien Comolli, amministratore delegato in carica dallo scorso giugno, ndr) stia già facendo delle total immersion per imparare l’italiano”.
LEGGI ANCHE: Buffon e Ilaria D’Amico ospiti ad Atreju: “Gigi di destra? Un pensiero di gioventù espresso male. Meloni? Rivoluzionaria”

Secondo l’ex presidente, “se società e squadra cominciano a essere di nuovo competitive sul campo italiano e internazionale, la situazione può tornare saldamente nelle mani degli azionisti, che desiderano mantenere la partecipazione”. E ancora: “La Juve deve prendere posizione, far capire che c’è un corpo dirigente sopra la società calcistica e che sta portando avanti un lavoro ben fatto. In questo caso gli azionisti potranno essere soddisfatti del fatto che la Juve stia dando anche dei risultati positivi in termini di bel gioco e non di perdite. La Juve ha perso un miliardo negli ultimi anni delle gestioni precedenti”.

Su un piano più strettamente sportivo, infine, Cobolli Gigli sottolinea che “la permanenza in Champions League deve essere scontata, il minimo sindacale”. “La cura Spalletti – osserva – comincia a dare qualche risultato effettivo”. E sulla situazione di Dusan Vlahovic, il cui contratto scadrà il prossimo 30 giugno: “Il solo problema è il costo. Certamente non firmerei un contratto con Vlahovic con le cifre di quello precedente. Deve dimostrare attaccamento alla squadra e venire e più miti pretese, magari con un contratto più a lungo termine. Se fosse così, lo terrei”.

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