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Totti dà l’addio alla Roma: “Gli americani volevano i romani fuori e ci sono riusciti”

Di Antonio Scali
Pubblicato il 17 Giu. 2019 alle 14:41 Aggiornato il 17 Giu. 2019 alle 15:27
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Conferenza stampa Totti cosa ha detto | Baldini | Pallotta | Addio Roma | Totti lascia la Roma | 17 giugno | Oggi

CONFERENZA STAMPA TOTTI COSA HA DETTO – Fanno discutere le parole in conferenza stampa di Francesco Totti che oggi, lunedì 17 giugno, nella sala d’Onore del Coni ha annunciato ufficialmente il suo addio alla Roma.

Una scelta sofferta, dovuta soprattutto alle divergenze sempre più ampie con la dirigenza della Roma. Nell’occasione l’ex capitano, per due anni dirigente giallorosso, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, spiegando i motivi per cui ha deciso di lasciare la società a cui è legato da 30 anni. Ecco cosa ha detto in conferenza stampa Francesco Totti:

“Mi dimetto da dirigente della Roma. È un giorno che speravo non sarebbe mai arrivato Ho messo la Roma davanti a tutto. Ho passato più tempo a Trigoria che a casa. Per me è stata una scelta difficilissima. Gli allenatori e i presidenti passano, le bandiere no. Non ho mai avuto la possibilità di esprimermi, non mi hanno mai coinvolto in un progetto tecnico. Non è stata colpa mia. Non ci siamo mai trovati né aiutati l’uno con l’altro. Sapevano cosa io volevo fare per questa società. Ma loro mi tenevano fuori da tutto”.

“Ai tifosi dico solo grazie per come mi hanno sempre trattato. C’è stato un reciproco rispetto, a loro dico di continuare a tifare e onorare questa squadra. Vederla così in difficoltà mi rattrista. Per me è un arrivederci non un addio. Da fuori dico è impossibile vedere Totti fuori dalla Roma. Prenderò adesso altre strade, nel momento in cui un’altra proprietà punterà su di me io sarò pronto”.

“In questo momento sto valutando le varie offerte che sono sul piatto e deciderò. Non sto a indicare un colpevole. Sono entrato in punta di piedi come dirigenti perché per me era una novità, è molto diverso dal fare il calciatore. Mi avevano fatto delle promesse, ma non sono mai state mantenute”, ha aggiunto Totti.

Gli americani hanno tentato in ogni modo di mettere fuori i romani dalla Roma: alla fine ci sono riusciti. Con Franco Baldini non c’è mai stato un rapporto e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione è perché ci sono stati dei problemi: uno dei due dovevi uscire, e ho deciso di farmi da parte io.

Ci sono troppe persone che parlano e decidono. Ognuno dovrebbe fare il suo. L’ultima parola spettava sempre a lui, dunque era inutile provare a dire quello che pensavo andasse fatto. Tutti sappiamo i problemi che ha la Roma oggi, per cui si è deciso di vendere i giocatori più forti. Ma con i tifosi bisogna essere sinceri, dire la verità anche se brutta. Io sono abituato a dire la verità: per questo non posso più stare in questa Roma”, ha detto senza giri di parole l’ex capitano.

“Il presidente deve essere più sul posto, altrimenti tutti se ne approfittano. Mi chiamavano solo quando erano in difficoltà, ho fatto in tutto una decina di riunioni. Io ho cercato di mettermi sempre a disposizione, ma così non era dall’altra parte. Per ritornare alla Roma serve in primis un’altra proprietà, e vedere se crede nelle mie potenzialità.

Oggi potevo anche morire, per me sarebbe stato meglio che staccarmi dalla Roma, è peggio di quando ho smesso di giocare. Io ho chiesto di fare il direttore tecnico perché penso di avere queste competenze, prendendomi le mie responsabilità”.

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“Non sono andato a Londra perché già avevano deciso tutto senza chiedermi nulla. L’unico allenatore che ho sentito è Antonio Conte, gli altri mai a differenza di quello che avete detto sui giornali. Ringrazio Fienga che è l’unico dirigente ad aver parlato bene di me e del mio ruolo. Con lui abbiamo scelto Ranieri, e va ringraziato per quello che ha fatto”, ha detto ancora Totti.

“Non starò più in questa Roma, finché non cambia la società, nemmeno senza Pallotta. Quello che hanno sempre voluto è levare i romani dalla Roma. Se Malagò un giorno dovesse diventare presidente della Roma di certo mi chiamerà”. Per quanto riguarda l’allenatore, “Conte doveva venire qua a fare una rivoluzione, ma lui voleva fare un lavoro in continuità. Non ho mai contattato Sarri. Io avrei voluto dare il mio contributo, da tifoso mi dispiace perché non vedo la Roma competere per i vertici”, ha aggiunto Totti.

Avevo chiesto alla società di rispettare De Rossi. Allo stadio continuerò ad andare perché sono tifoso della Roma, magari andiamo insieme a De Rossi in curva Sud“. “Se io fossi presidente della Roma e avessi due bandiere come Totti e De Rossi gli darei in mano tutto. Pallotta si è circondato di persone sbagliate, che non conoscono la romanità”. Ci sono delle persone che a Trigoria fanno il male della Roma, ma Pallotta non lo sa e si fida di queste persone”.

“Ci sono state offerte da altre squadre italiane: prendo in considerazione tutte le offerte. Spero comunque che Pallotta possa riuscire a vincere e a portare titoli a Roma. Ho incontrato solo una volta Pallotta a quattrocchi”.

“Non pensavo mai sarebbe arrivato questo momento: da qua comunque deve partire il progetto Roma, spero che lui capisca quali sono i problemi della società. Non voglio essere contro Pallotta, ma lui da ora in poi deve cambiare registro. La Roma deve essere al primo posto: ho visto giocatori e dirigenti ridere o addirittura contenti quando perdevamo”.

“Loro stanno dall’altra parte del mondo e non si rendono conto di cosa accade qui e di cos’è la romanità. Questo, qualsiasi saranno le mie scelte, sarà sempre il mio popolo”, ha concluso Totti.

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