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Home » Sport

Allegri accostato al Manchester United: “Non parlo bene l’inglese, ma sto imparando”

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Da settimane in Inghilterra si fa il nome di Massimiliano Allegri come possibile allenatore del Manchester United, complice il peggior inizio di stagione di sempre dei Red Devils in Premier League. “Non parlo inglese ancora abbastanza bene, ma sto imparando”, le parole del tecnico toscano nel corso del simposio della Football Coaches Association. Una battuta per provare a schivare la domanda spinosa. Intervistato poi dal sito polacco Przeglad Sportowy, l’ex allenatore della Juventus si è definito “uno che ascolta più di quanto parli”.

“Quando sono arrivato a Torino dopo Antonio Conte, molti hanno pensato che fossi fregato e che il ciclo vincente della Juventus fosse finito, perché la squadra era satura. Vero, la situazione non era perfetta, perché ho trovato una squadra che aveva bisogno di essere ricostruita, il che era eccitante, ma anche rischioso, perché potevi fallire e alla Juve il fallimento non è contemplato – le parole di Allegri -. Ecco perché ho dovuto cercare dei modi diversi per stimolare il gruppo, ho ascoltato e ho cambiato”.

“Esistono due modi per essere un buon allenatore – ha aggiunto -: autoritario e aperto. Io preferisco quest’ultimo, quindi ascolto più che parlare: in questo modo ricevo più informazioni dall’esterno, che cambiano positivamente il mio mondo, perché mi spingono a mettere in dubbio le mie idee. Se penso che qualcosa vada bene al cento per cento, ne sono preoccupato e mi consulto su questa opinione con chi mi sta attorno”.

Fra i tanti calciatori che ha allenato, Allegri ne ricorda due in particolare: Zlatan Ibrahimovic e Mario Mandzukic: “Al Milan Ibra era sempre inc…. perché gli altri non riuscivano a stare al passo con lui e per due anni gli ho spiegato che gli altri non giocavano come lui e Ibra ha dovuto capire questa cosa. Un allenatore deve saper usare un giocatore per quanto può offrire ed è per questo che Mandzukic è così speciale per me, è un grande calciatore e mi ha dato un incredibile spazio di manovra. In passato ha spesso cambiato squadra, ma adesso è alla sua quinta stagione alla Juventus e questo è uno dei miei più grandi successi”.

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