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John Paul Getty III, chi era l’imprenditore che fu sequestrato dalla ‘ndrangheta

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 15 Mag. 2020 alle 18:05 Aggiornato il 15 Mag. 2020 alle 18:06
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Immagine di copertina

John Paul Getty III, chi era l’imprenditore che fu sequestrato dalla ‘ndrangheta

Questa sera, 14 maggio, in prima serata su Rai 1 va in onda Tutti i soldi del mondo, film del 2017 per la regia di Ridley Scott che racconta la storia vera del rapimento di John Paul Getty III, nipote del petroliere miliardario Jean Paul Getty, fondatore della compagnia statunitense Getty Oil. Imprenditore statunitense scomparso nel 2011, John Paul Getty III è stato per cinque mesi nelle mani della ‘ndrangheta, sequestrato a Roma, in piazza Farnese, all’età di 15 anni. Era il 10 luglio 1973. Vediamo qui di seguito qualche informazione in più su di lui.

Tutti i soldi del mondo, la storia vera su John Paul Getty III da cui è tratto il film

John Paul Getty III, chi è l’imprenditore sequestrato dalla ‘ndrangheta

John Paul Getty III è il figlio di Gail e Paul e nipote del grande Jean Paul Getty. Trasferitosi a Roma con la madre, titolare di una boutique a Piazza di Spagna, dopo il divorzio dei suoi genitori diventa un ragazzo ribelle, facendosi espellere da ben sette scuole diverse e consumando droga. Grande frequentatore di zone della movida romana, da Campo de Fiori a Trastevere e, John Getty attirò l’attenzione della criminalità organizzata, che lo vedeva come una facile preda per un riscatto molto ingente. Era la notte del 10 luglio 1973 quando il ragazzo fu rapito in centro dopo aver trascorso la serata in compagnia degli amici (Roman Polanski, Andy Warhol, Jagger) e, ubriaco perso, aveva iniziato a vagare per la città. A sequestrarlo dei criminali che facevano parte di un clan affiliato alla ‘ndrangheta: Getty fu imprigionato in una grotta in un paesino non lontano da Catanzaro e i malviventi chiesero 17 milioni di dollari alla famiglia per liberarlo.

La famiglia inizialmente rifiutò di pagare un riscatto tanto esoso, probabilmente perché credeva che il ragazzo stesse mentendo, e continuò a rifiutarsi anche quando in seguito arrivò una lettera in cui i mafiosi minacciavano di tagliare un dito a John Paul. L’unica azione portata avanti dalla famiglia fu quella del nonno, che inviò un ex agente della CIA a Roma per seguire da vicino la faccenda. Fu la redazione del Messaggero a ricevere l’orecchio del ragazzo, il quale rimase prigioniero per cinque mesi. I Getty pagarono soltanto quando ebbero prova che il ragazzo fosse in vita: John Paul, alla fine, fu liberato il 17 dicembre 1973. L’anno seguente il ragazzo prese in moglie la fotografa tedesca Gisela Zacher andando contro il volere della famiglia che infatti lo estromise dall’eredità. Morì nel 2011, dopo una lunga malattia provocata da un’overdose di droghe.

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