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Io, una giudice popolare al Maxiprocesso: tutto quello che c’è da sapere sulla docufiction

Immagine di copertina

Io, una giudice popolare al Maxiprocesso: trama, cast e streaming della docufiction

Questa sera, giovedì 3 dicembre 2020, alle ore 21,20 su Rai 1 va in onda la docufiction Io, una giudice popolare al Maxiprocesso, prodotta dalla Stand by me in collaborazione con Rai Fiction, che racconta il Maxiprocesso tenutosi a Palermo nella seconda metà degli atti Ottanta cambiando prospettiva, mettendo al centro del racconto una delle giurate popolari che hanno contribuito alle storiche condanne con cui il processo si è concluso: non un personaggio famoso, dunque, ma una persona comune, che si è trovata catapultata in un evento storico dimostrandosene all’altezza. Caterina, la protagonista, sintetizza nella docufiction il punto di vista delle tre giurate popolari Teresa Cerniglia, Maddalena Cucchiara e Francesca Vitale, che hanno vissuto in prima persona il Maxiprocesso e che si alterneranno nelle interviste ricordandoci che chiunque è in grado di superare i propri limiti in nome della giustizia. Di seguito tutte le informazioni nel dettaglio su Io, una giudice popolare al Maxiprocesso.

Trama

Sicilia, 1986. Caterina è una giovane insegnante di Cefalù, soddisfatta della sua vita, è felicemente sposata con Salvatore, un piccolo antiquario, e ha un figlio adolescente, Luca, appassionato di calcio. Un giorno la sua tranquilla quotidianità viene interrotta da una convocazione del tribunale di Palermo. È stata sorteggiata come giurata popolare per il Maxiprocesso, istruito dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, con il quale per la prima volta nella storia lo Stato italiano porta alla sbarra killer e capi mafia, accusati di aver costituito un’associazione criminale detta Cosa nostra sotto il controllo di un vertice chiamato “Cupola”. Per Caterina è un impegno gravoso e anche pericoloso, ma convinta dai giudici e spalleggiata dal marito accetta. La sua vita ne esce stravolta: deve lasciare il lavoro e recarsi ogni giorno nell’aula bunker di Palermo per assistere alle udienze. Il figlio Luca, sentendosi trascurato, diventa aggressivo e ostile; il negozio del marito viene vandalizzato dai mafiosi e l’uomo chiede alla moglie di lasciare il processo e tornare alla vita di prima. Caterina è spaventata, combattuta, sul punto di cedere, ma resiste. Grazie al sostegno di Giordano e Grasso, giudici del processo, all’amicizia di Rita, un’altra giurata, e al cambio di atteggiamento del marito e del figlio, che dopo le prime incomprensioni finiranno per supportarla, Caterina resta al suo posto fino alla fine, prendendo parte alla Camera di Consiglio che stabilirà, nel dicembre del 1987, pene pesantissime per gli accusati.

Storia vera

Maxiprocesso di Palermo è la denominazione che fu data, a livello giornalistico, a un processo penale celebrato a Palermo per crimini di mafia (Cosa nostra), tra cui omicidio, traffico di stupefacenti, estorsione, associazione mafiosa e altri. Il maxiprocesso deve il proprio soprannome alle sue enormi proporzioni: in primo grado gli imputati erano 475 (poi scesi a 460 nel corso del processo), con circa 200 avvocati difensori. Il processo di primo grado si concluse con pesanti condanne: 19 ergastoli e pene detentive per un totale di 2665 anni di reclusione. Dopo un articolato iter processuale tali condanne furono poi quasi tutte confermate dalla Cassazione. A quanto è dato sapere, si tratta del più grande processo penale mai celebrato al mondo. Durò dal 10 febbraio 1986 (giorno di inizio del processo di primo grado) al 30 gennaio 1992 (giorno della sentenza finale della Corte di Cassazione). Tuttavia spesso per maxiprocesso si intende il solo processo di primo grado, durato fino al 16 dicembre 1987.

Io, una giudice popolare al Maxiprocesso: il cast

La docufiction Io, una giudice popolare al Maxiprocesso (qui sopra la trama) si avvale di un cast eccezionale, a cominciare da Donatella Finocchiaro e Nino Frassica, per la regia di Francesco Miccichè, e di interviste uniche e preziose ai protagonisti dell’epoca – dal pubblico ministero Giuseppe Ayala al Presidente della Corte Alfonso Giordano, passando per il giudice a latere Pietro Grasso fino ai membri della giuria popolare Maddalena Cucchiara, Francesca Vitale, Teresa Cerniglia e Mario Lombardo. Di seguito l’elenco degli attori con i rispettivi ruoli:

  • Donatella Finocchiaro: Caterina
  • Nino Frassica: Alfonso Giordano
  • Pierluigi Corallo: Pietro Grasso.
  • Francesco Foti: marito di Caterina, Salvatore
  • Antonio Avella: il figlio di Caterina, Luca
  • Paolo Giangrasso: Giovanni Falcone
  • Gaetano Aronica: Paolo Borsellino
  • Manuela Ventura: Rita
  • Chiara Cavaliere: Anna
  • Domenico Ciaramitaro: Giacomo
  • Davide Paganini: Michele
  • Fabio Orso: Antonino Rizzo
  • Saverio Sant’Angelo: Giuseppe Pitarresi
  • Federico Galante: Ninni Cassarà

I filmati d’epoca inseriti sono stati forniti dalla Rai (da Rai Teche che, in collaborazione con Rai Sicilia, ha digitalizzato e conserva l’intero girato del Maxiprocesso); le foto e i titoli dei giornali mostrati fanno parte dell’archivio de L’Ora di Palermo e sono stati forniti dalla Biblioteca Regionale Siciliana.

“Nel film il maxiprocesso viene visto dal punto di vista di un giudice popolare, di una donna che improvvisamente si trova di fronte a un’enorme responsabilità: giudicare i mafiosi”, ha detto la protagonista di Io, una giudice popolare al Maxiprocesso, Donatella Finocchiaro. “Questa donna che stava a casa col marito con il figlio e faceva l’insegnante si trova improvvisamente davanti a Buscetta e ai mafiosi aggrappati alle gabbie come animali – ha proseguito -. Queste giudici erano donne normali non eroine che però hanno accettato questa enorme responsabilità mettendo a rischio la loro vita. Sono donne che sono state spinte da un senso civico che ogni cittadino dovrebbe avere. Caterina quindi diventa una piccola eroina e come tutti i giudici popolari aveva paura delle ripercussioni che questo incarico potesse avere nella sua vita”. Per Frassica interpretare Giordano ”è stato facile” perché ”è un galantuomo. Quando interpreto invece i ruoli dei mafiosi – ha raccontato – tento sempre di ridicolizzarli e di distruggerli e di farli apparire come stupidi”

Location

Abbiamo visto trama e cast de Io, una giudice popolare al Maxiprocesso, ma la location? Gli innesti fiction e alcune interviste sono state girate dentro l’aula bunker, dove si è tenuta realmente la Camera di Consiglio del processo. Alcune riprese sono state realizzate nelle stanze di ristoro e in quelle in cui dormirono i giurati in quei 35 giorni. L’aula bunker venne costruita in pochi mesi a fianco del carcere dell’Ucciardone. È di forma ottagonale e dimensioni adatte a contenere svariate centinaia di persone. L’aula aveva sistemi di protezione tali da poter resistere anche ad attacchi di tipo missilistico, e fu dotata di un sistema computerizzato di archiviazione degli atti, senza il quale un processo di tali proporzioni non sarebbe stato possibile.

Streaming e tv

Dove vedere Io, una giudice popolare al Maxiprocesso in diretta tv e live streaming? La docufiction, come detto, va in onda oggi – 3 dicembre 2020 – alle ore 21,20 su Rai 1. Sarà possibile seguirla anche in live streaming tramite la piattaforma gratuita RaiPlay.it. Sempre su RaiPlay sarà possibile rivedere la docufiction grazie alla funzione on demand.

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