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Felicia Impastato: chi era la mamma di Peppino, il giornalista ucciso dalla mafia

Di Redazione TPI
Pubblicato il 22 Mag. 2020 alle 18:15
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Felicia Impastato: chi era la mamma di Peppino, ucciso dalla mafia

Si è battuta per la verità fino alla fine dei suoi giorni, e quella verità, per quanto tragica e dolorosa, è riuscita a portarla alla luce, nonostante questo non le abbia ridato indietro suo figlio: stiamo parlando di Felicia Impastato, la madre di Peppino Impastato, giornalista e attivista di Democrazia Proletaria ucciso dalla mafia nel maggio del 1978. Felicia, il cui cognome da nubile è Bartolotta, è stata anche lei un’attivista e ha speso gli ultimi anni della sua vita a cercare, con una grande determinazione, di portare dietro le sbarre gli assassini di suo figlio, membri di Cosa Nostra.

Nata a Cinisi, nei pressi di Palermo, nel 1916, nel 1947 si è sposata con Luigi Impastato, un piccolo allevatore che durante il fascismo era stato inviato al confino per tre anni per mafia. Dal loro matrimonio sono nati tre figli: il primogenito Giuseppe, detto “Peppino”, nel 1948, mentre nel 1949 è nato Giovanni, morto a soli 3 anni. Nel 1953 è poi nato il terzo figlio di Felicia e Luigi Impastato, che la coppia decide di chiamare nuovamente Giovanni. Luigi Impastato è anche cognato del capomafia del paese Cesare Manzella.

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Rai 1 ha dedicato un film alla sua vita, la cui ultima parte come anticipato fu spesa per far salire a galla la verità sull’uccisione di suo figlio Peppino, il quale ruppe da giovanissimo il rapporto con suo padre, anch’esso mafioso. Peppino, che portò avanti un’attività politico-culturale di sinistra ed antimafia, denunciò i traffici illeciti di Cosa Nostra, e in particolare dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, come il capomafia Gaetano Badalamenti. E’ questo il motivo per cui la mafia decise di ucciderlo: quando il suo corpo venne ritrovato dilaniato lungo una ferrovia, però, non venne raccontata la verità su chi lo aveva ridotto in quello stato. Una verità per la quale Felicia si è battuta per tanto tempo e che solo alcuni magistrati – Rocco Chinnici e Antonino Caponnetto – hanno avuto il coraggio di raccontare in tribunale. Felicia è morta a Cinisi nel 2004, due anni dopo la condanna all’ergastolo del mandante dell’omicidio del figlio. In seguito alla sua scomparsa, la sua casa è stata rinominata “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato”.

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