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Home » Spettacoli

Giorgio Montanini e la droga: “Spendevo 400 euro al giorno di crack, sono quasi morto”

Immagine di copertina
Credit: AGF

“Sono andato in coma e questo mi ha salvato dalla cocaina. Spendevo 400 euro al giorno, ho buttato via circa mezzo milione di euro”. Lo racconta il comico Giorgio Montanini durante una puntata del podcast Tintoria, condotto da Daniele Tinti e Stefano Rapone.

“La mia dipendenza è nata in circostanze attenuati, anche se non giustificanti”, racconta lo stand-up comedian 46enne: “Ho perso mio padre, mia madre, mio fratello e il mio migliore amico (che si è suicidato) nel giro di quattro anni. Ho superato tutto attraverso l’uso di sostanze stupefacenti. Mi facevo di cocaina e stavo bene. Io fumavo 400 euro di crack ogni giorno, negli anni ho buttato mezzo milione di euro”.

“Ho avuto bisogno di andare in coma. Tutti lo reputano un dramma, per me è stata una fortuna”, riconosce Montanini. “Sono collassato e questo mi ha permesso di disintossicarmi e purificarmi. In ospedale – ricorda – la madre superiora mi disse che ero vivo per miracolo perché su cento, novantanove non si svegliano. Ero morto, avevano chiamato anche l’estrema unzione. Sono entrato in condizioni pietose, pesavo 160 chili, e ne sono uscito con le analisi perfette e senza crisi d’astinenza”.

“La cosa peggiore con la droga – sottolinea il comico – è la presunzione e io ero il numero uno in questo: pensavo di poterla gestire come mi pareva, ma non esiste la possibilità di gestire droghe di questo tipo. Prendono sempre il sopravvento. Non te ne accorgi ma si sostituisce piano piano alla tua personalità. Iniziano così la paranoia e la mania di persecuzione, perdi il contatto con le persone che ti vogliono bene e litighi con tutti. Ti senti accerchiato”.

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