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In tempi di Covid si organizzano raccolte fondi per mandare messaggi aerei ai vip del Gf

Di Anna Carluccio
Pubblicato il 16 Nov. 2020 alle 12:58 Aggiornato il 16 Nov. 2020 alle 13:23
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Immagine di copertina

Via vai di aerei sulla casa del GfVip: le raccolte fondi dei fan e la signora ottantenne pazza di Tommaso Zorzi

Autunno 2020, Italia nel pieno della seconda ondata della Pandemia che tra i tanti devastanti effetti collaterali ha comportato un calo vertiginoso del traffico aereo. Poi guardi il GfVip e ti trovi a pensare che qui si stia puntando sul business d’alta quota sbagliato. I romani potranno confermarlo: basta avvicinarsi a Cinecittà e alzare lo sguardo al cielo per notare più traffico aereo lì che a Fiumicino sotto Natale in epoca pre Covid. A sorvolare quel piccolo pezzo di cielo da due mesi a questa parte sono gli ultraleggeri inviati a supporto dei concorrenti tramite società specializzate in pubblicità aeree. E non si parla di un velivolo ogni tanto ma di decine e decine di messaggi scritti nel cielo che hanno dato vita nella casa a una sorta di simpatico (ma neanche tanto) campionato che vede in testa Elisabetta Gregoraci e Tommaso Zorzi con una dozzina di aerei ciascuno.

Una dispendiosa forma di sostegno, o talvolta anche di critica, che dall’edizione del 2009 è diventata anno dopo anno parte integrante del programma. E pensare che all’inizio la produzione si affannava a boicottare la “consegna” di questi messaggi (musica alta per coprire il rumore e obbligo di non uscire in giardino) forse per non alterare le dinamiche del gioco o non perderne il controllo. Chi ha “memoria storica” ricorda ancora quei primi aerei destinati a Mauro Marin, il salumiere trevigiano che con il suo atteggiamento da outsider decisamente fuori dagli schemi mandò in cortocircuito il programma, arrivando alla vittoria grazie alla larghissima fanbase creatasi su Facebook in poche settimane. Fa sorridere ricordare che all’epoca la produzione si affannò per oscurare l’episodio, mentre oggi le dediche aeree sono diventate elemento costitutivo del programma, capaci spesso di creare più dinamiche all’interno della casa di quante gli autori si affannino a costruirne a tavolino.

Motivo per cui, lo confesso, ho sempre creduto che da un certo punto in avanti a mandare gli striscioni fosse proprio il GF per muovere un po’ le acque nella casa; me li vedevo dalla regia gridare “ORA!” e schiacciare un pulsantone rosso per far planare aerei sui cieli di Cinecittà. E a dirla tutta non ho completamente abbandonato questa idea, pulsantone a parte. Più verosimilmente non è mai stato un gran mistero che fossero le varie agenzie di spettacolo piuttosto che i parenti facoltosi del tal concorrente a fare un “investimento” per donargli una certa dose di visibilità. E se tutto questo è accaduto e continua ad accadere, va anche detto che un gran numero di voli viene finanziato a suon di collette da parte dei fan, proprio come accadde per Marin, collette di cui spesso si fanno promotori parenti, amici e agenti ma che vengono portate a termine solo grazie al contributo di numerosi spettatori.

È bastato fare un giro sul sito di una delle più note piattaforme destinate a raccolte fondi per le più svariate finalità (ma se ne trovano anche su Facebook e Instagram) per scoprire un mondo di cui avrei preferito continuare a ignorare l’esistenza. Sì, perché tra raccolte fondi in favore di ospedali, associazioni e progetti solidali, si trovano quelle per i vipponi del Gf, con tanto di motivazioni, che sono tutto un programma, solo per citarne alcune: “Organizziamo un aereo per Tommaso e Stefania per dare loro forza di andare avanti in questo percorso del Grande Fratello Vip”. Sì, c’è scritto proprio così, “la forza per andare avanti”. Oppure: “Aereo per Fra e Tommy… Per dirgli che noi qui fuori siamo follemente innamorati di loro!”. E ancora: “Il nostro Enock ha bisogno del nostro sostegno!”. Sostegno che si quantifica a botte di almeno, in media, 1100 euro a volo (anche di più, dipende dal numero di caratteri usati per comporre la scritta) e a cui i fan partecipano con piccole o grandi donazioni: c’è chi mette 5 euro, chi ne mette 100. Io metto la testa nel forno.

Allora, qui non è questione di fare i moralisti, ognuno dispone del proprio denaro come ritiene. Ma posso dire che trovo tutto questo molto inquietante? E a me il Gf piace, non sono tra quei moralizzatori che ne invocano la chiusura per rispetto del momento che stiamo vivendo. Il rispetto si esprime in infiniti altri modi che poco c’entrano con cosa scelgo di guardare in tv per distrarmi un po’. Qui però credo che la situazione stia sfuggendo di mano: appelli come quelli che ho letto in alcune fan page del tipo “Se potete donate per favore, anche poco ma donate” io me li aspetto da Lorella Cuccarini a 30 Ore per la vita per sostenere la ricerca e non dalle “bimbe” di Tommaso Zorzi o dai fan dei “Gregorelli”. Ora qualcuno obietterà che una cosa non esclude l’altra, si può fare beneficenza e al contempo fare un bonifico per dichiarare al mondo che Massimiliano Morra (?) è dolce e sensibile. Verissimo. Ognuno d’altronde dà espressione al proprio disagio come ritiene.

E per quanto mi riguarda l’apice lo tocca l’episodio che vedrebbe come protagonista una pensionata 82enne di Napoli, grande supporter di Zorzi. Stando a quanto riferito dall’agente del noto influencer e riportato anche da Signorini in puntata, tale signora avrebbe di propria iniziativa commissionato e finanziato ben due aerei per il proprio beniamino. Dopo il primo, che recitava “Tommy the best Napoli ti adora”, pochi giorni fa è stata la volta di “Tommy di fuoriclasse come te c’è solo Signorini”. Una frase che inizialmente aveva spiazzato gli stessi fan del 25enne milanese che sono arrivati a ipotizzare che il messaggio fosse frutto di un attacco di delirio di onnipotenza da parte del conduttore, che sembra non godere di particolari simpatie dalla fanbase zorziana.

A risolvere il piccolo mistero è stato l’agente di Zorzi su Twitter: “Questo aereo lo ha commissionato veramente la signora Maria Rosaria: un’energica ottantenne napoletana che sostiene Tommaso”. La signora, a quanto riferito dall’agente durante una puntata di GfVip Party, “non esce di casa da due anni ed è uscita per la prima volta per fare il bonifico per l’aereo di Tommy”. Ora, questa storia, se vera, potrebbe anche suscitare in me simpatia e tenerezza per questa donna che in questi tempi difficili e di solitudine forzata, soprattutto per tanti anziani, trova compagnia in un programma in onda quasi h24 e si affeziona a un giovane concorrente come fosse suo nipote; non ci fosse di mezzo il fatto che due aerei equivalgono a quasi 2.500 euro. Parliamoci chiaro, fosse vostra nonna chiamereste subito il notaio per procedere con l’interdizione e bloccarle il patrimonio e poi le piombereste i canali Mediaset sulla tv.

Mi si conceda un po’ di sana retorica (Signorini ce la propina due volte a settimana dopo i pasti come fosse una medicina), che poi a ben vedere è semplice senso pratico: sommando le migliaia di euro versati solo in questa edizione per far svolazzare aeroplani su Cinecittà, si potrebbe fare del gran bene a qualcuno che davvero fatica a trovare la forza per andare avanti. Fossi uno dei vipponi all’interno della casa manderei un segnale forte e chiaro ai miei supporter: “Ragazzi, è bello, fa piacere, ma per favore quei soldini teneteveli in tasca o se proprio volete liberarvene destinateli a qualche causa benefica”. E invece no, nessuno che a oggi abbia pensato di lanciare questo messaggio. Eppure nella casa sono informati di come butta qua fuori. Dai, qualcuno gli mandi un aereo (tanto ormai… uno più, uno meno) e gli dia un’imbeccata. Così a volare alto per una volta non sarebbero striscioni dalla sintassi discutibile né l’ego dei concorrenti, ma un pochino di decenza.

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