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Lecce, i braccianti coraggiosi che chiamano i Carabinieri e si ribellano ai caporali

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 7 Ago. 2019 alle 11:31 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:08
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Immagine di copertina

Lecce, i braccianti coraggiosi che chiamano i Carabinieri e si ribellano ai caporali

Questa volta c’è stata sinergia tra forze dell’ordine e braccianti con risultato più che positivo che lascia ben sperare per il futuro.

Cambiare le cose si può insieme: così trenta braccianti extracomunitari hanno chiesto aiuto ai carabinieri dopo una operazione contro il caporalato compiuta a Lequile, nel Leccese. Quello che chiedevano era semplice: il riconoscimento dello stipendio di luglio con una protesta pacifica per rivendicare il diritto al pagamento delle prestazioni lavorative.

I militari dell’arma sono tornati nel paese a pochi giorni di distanza dai controlli effettuati nella stessa azienda agricola per un’operazione di anticaporalato.

Tre caporali arresati a Mantova: costringevano i lavoratori a bere l’acqua dei fossi

I carabinieri hanno raccolto le segnalazioni rassicurando loro che sul caso è stata avviata un’indagine.

Come riporta il Corriere del Mezzogiorno, “Un segnale di fiducia riposta dai lavoratori nei militari dell’arma che in questo caso hanno riconosciuto, nel ruolo della task force provinciale per il contrasto al caporalato, non soltanto come strumento di controllo, ma anche di qualificata tutela dei braccianti e del lavoro”.

Un anno fa la strage dei braccianti sulle strade di Capitanata. Ieri, ad un anno esatto da quelle 12 vittime, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha mostrato il video che immortala un mezzo della Metaurobus adibito al trasporto dei migranti che lavorano nei campi a significare le nuove misure messe in campo dalla Regione per contrastare il caporalato e tenere fede alla promessa che questa terra si è fatta lo scorso 6 agosto 2018: “Mai più”.

“Gli italiani stanno mangiando pomodori intrisi del sangue delle vittime di caporalato”

“Abbiamo destinato, infatti, 100mila euro più ulteriori 30mila in favore della Provincia di Foggia, 15mila euro per la Provincia di Lecce e 15mila euro per la provincia di Taranto al fine di garantire un servizio di trasporto pubblico per i lavoratori del comparto agricolo. È un piccolo inizio, ma di fondamentale importanza, per contrastare le dinamiche legate al sistema mafioso del caporalato, offrendo un’alternativa di legalità a lavoratori e aziende.

Un percorso che tende al pieno riconoscimento dei diritti umani fondamentali nei confronti di migliaia di lavoratori. Stiamo costruendo un sistema virtuoso connesso alla filiera agroalimentare pugliese, che passa dalle foresterie sino al trasporto”, ha annunciato il governatore.

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