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Home » Scienza

WhatsApp non funzionerà più su alcuni iPhone. Ecco quali

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L'applicazione WhatsApp

L'azienda, di proprietà di Facebook, ha annunciato che dal 2020 l'app non funzionerà più su diversi dispositivi

WhatsApp non funzionerà più su alcuni iPhone. Ad annunciarlo è stata l’azienda produttrice dell’app di messaggistica istantanea più famosa del mondo, ora di proprietà di Facebook, che nel corso dei prossimi anni interromperà il supporto per i sistemi operativi più vecchi.

In particolare, l’app non sarà utilizzabile da chi ha iOS 7, un aggiornamento dell’OS di iPhone e iPad uscito ormai 5 anni fa, quando Apple ha introdotto l’iPhone 5S nel lontano 2013.

WhatsApp continuerà a funzionare su iOS 7 fino al 2020. Ma non c’è da gioire o pensare “tanto c’è tempo”. Nel corso dei prossimi mesi infatti alcune delle funzioni dell’applicazione potrebbero non funzionare sugli iPhone dotati di questo sistema operativo, soprattutto quando si parlerà di novità.

Ma quali sono gli iPhone esclusi dall’utilizzo dell’applicazione? Si tratta dei dispositivi che non possono andare oltre a iOS 7, cioè gli iPhone 4 e precedenti.

Non solo gli iPhone. Dal 2020 non sarà più possibile usare WhatsApp anche su Android 2.3.7 e versioni precedenti. “Dal momento che non svilupperemo più attivamente su queste piattaforme”, hanno spiegato attraverso il blog ufficiale, “alcune funzionalità potrebbero smettere di funzionare in qualsiasi momento”.

WhatsApp: ecco le etichette per combattere spam, pubblicità e catene di sant’Antonio

Tutti, almeno una volta, abbiamo ricevuto su WhatsApp qualche messaggio indesiderato: spam o catene di sant’Antonio che abbiamo velocemente eliminato con disappunto.

Sms fastidiosi e inulti che WhatsApp ha messo nel mirino: la popolare applicazione ha infatti implementato una nuova funzionalità sulla beta attualmente disponibile per Android con l’obiettivo di rendere più difficile la diffusione dei messaggi di spam o delle catene di sant’Antonio.

In pratica si tratta di un’etichetta per tutti i messaggi che vengono inoltrati, in modo da sottolineare se il singolo messaggio è stato scritto dall’utente o semplicemente copiato da un’altra conversazione attraverso la funzione “Inoltra”.

Una mossa che consentirà di gestire meglio catene di sant’Antonio e spam, ma anche di ridurre il fenomeno della diffusione delle fake news.

C’è però un modo particolarmente semplice per aggirare la novità: l’etichetta comparirà solo se il messaggio è stato inoltrato con la funzione apposita, e non se è stato semplicemente copiato e incollato.

Una novità che forse andrà sviluppata ancora un po’. E’ evidente infatti che allo stato attuale l’aggiramento è fin troppo semplice da aggirare per “spammer” e diffusori di bufale professionisti.

La novità, come detto, è disponibile attualmente solo sulla versione beta di WhatsApp (2.18.179), ma è probabile che arriverà a giorni sulla versione stabile su tutti i dispositivi compatibili, anche iOS e sulle piattaforme Windows Phone supportate.

Chi vuole provare la nuova etichetta può farlo iscrivendosi al programma beta di WhatsApp su Android, oppure scaricando la nuova versione da siti terzi come APK Mirror.

La nuova etichetta si va quindi ad aggiungere alle ultime funzionalità introdotte sul client, come ad esempio la possibilità di inviare messaggi vocali senza continuare a premere l’icona sullo schermo (basta cliccare sul lucchetto) o la rivoluzione introdotta nelle conversazioni di gruppo e le modalità aggiornate per la loro gestione.

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