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Scoperto “Farout”, il pianeta nano rosa è il più lontano del Sistema solare

Immagine di copertina
Credit: Carnegie Institution for Science

Ricercatori di tre istituti hanno individuato il corpo celeste più lontano del Sistema solare

Il pianeta rosa è il più lontano dalla terra.

Piccolissimo – Si chiama Farout ed è un pianeta nano. Dista circa 18 miliardi di chilometri, 3,5 volte la distanza di Plutone. L’oggetto ha un diametro stimato di 500 chilometri ed è tinto di rosa, un dettaglio che suggerisce la presenza di ghiaccio.

Lontano dal nostro pianeta –  Con i suoi 18 miliardi di chilometri di distanza dalla Terra è l’oggetto più lontano del Sistema solare. Ha un diametro di 500 chilometri che gli scienziati hanno soprannominato “Farout”. Il lontanissimo corpo celeste è il primo individuato a oltre 100 unità astronomiche (au) dal nostro pianeta; una unità astronomica è pari a circa 150 milioni di chilometri, cioè la distanza che separa la Terra dal Sole, e fino ad oggi il record di lontananza apparteneva a Eris, un altro pianeta nano (il secondo per dimensioni dopo Plutone) che si trova a 96 au.

Ghiaccio rosa – La cosa curiosa è che il pianeta nano ha un colore tendente al rosa, un dettaglio che suggerisce la presenza di ghiaccio. La sua orbita non è ancora ben nota e non si sa se è influenzata dal presunto pianeta 9 (come accade per altri oggetti transnettuniani), ma sappiamo che impiega ben mille anni per compiere un’orbita completa attorno al Sole. Non si è esclude che possa anche trattarsi di un gruppo di oggetti più piccoli tenuti assieme dallo stesso campo gravitazionale.

Sonde spaziali – Col passare del tempo otterremo sempre più dati per classificare con precisione Farout. L’oggetto si trova più o meno alla stessa distanza della sonda Voyager 2 (che si è appena ‘tuffata’ nello spazio interstellare) e a 3,5 volte quella del discusso Plutone, un tempo nono pianeta del sistema solare ma ‘retrocesso’ nel 2006 a pianeta nano.

Il team di ricerca – A scoprire Farout, il cui nome scientifico è 2018 VG18, i tre scienziati Scott S. Sheppard, David Tholen e Chad Trujillo, rispettivamente della Carnegie Institution for Science, dell’Università delle Hawaii e dell’Università dell’Arizona Settentrionale. L’annuncio della scoperta del pianeta nano è stato fatto dal Minor Planet Center dell’Unione Astronomica Internazionale il 17 dicembre. Il primo avvistamento risale invece al 10 novembre di quest’anno, quando Sheppard lo ha intercettato osservando i dati raccolti dal telescopio Subaru giapponese (8 metri di diametro) piazzato all’Osservatorio Mauna Kea delle Hawaii.

Scoperta per caso – Gli scienziati non stavano cercando un pianeta nano, ma un vero e proprio pianeta, il presunto “Pianeta X” (conosciuto anche come pianeta 9) per il quale è ufficialmente partita la caccia da diverso tempo. Nel 2017 la NASA ha addirittura aperto un sito sul portale Zooniverse – chiamato Backyard Worlds: Planet 9 – dove tutti possono provare a individuarlo analizzando immagini ad hoc. Dopo averne rilevato la presenza sono stati fatti controlli incrociati con un altro potente telescopio, il Magellano all’Osservatorio di Las Campanas in Cile, grazie al quale sono stati ottenuti alcuni dati interessanti su Farout.

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