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Perché Facebook sta per diventare parzialmente vietato ai minori di 15 anni

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Il caso Cambridge Analytica ha costretto Facebook e il suo amministratore Mark Zuckerberg a rivedere radicalmente le regole del social da lui fondato

Perché Facebook sta per diventare parzialmente vietato ai minori di 15 anni

Il caso Cambridge Analytica ha sconvolto le fondamenta del social più usato al mondo.

Al Senato USA, il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha ammesso le sue responsabilità per l’accaduto e ha annunciato una serie di cambiamenti che dovrebbero rendere Facebook più sicuro per gli utenti che lo usano.

Questa decisione è dettata anche dal fatto che dal 25 maggio 2018, verrà introdotto in Europa un nuovo Regolamento Generale, il quale contiene anche delle modifiche alle attuali condizioni d’uso e alla normativa sui dati.

La prima novità riguarda l’età degli iscritti su Facebook: secondo quanto riportato da Zuckerberg, i giovani di età compresa tra i 13 e i 15 anni avranno bisogno del permesso di un genitore o di chi ne fa le veci per poter usare Facebook al pieno delle sue potenzialità.

Queste modifiche verranno apportate entro il 2018, e comportano l’impossibilità, per il giovane che non avesse il permesso del genitore, di condividere senza limiti sulla propria bacheca o di aggiungere al proprio profilo informazioni politiche o religiose.

Inoltre, Facebook fa sapere che a ogni minore verrà chiesto se desidera vedere sul social le pubblicità in base ai suoi interessi o se vuole includere dati personali sul suo profilo.

La seconda novità riguarda gli iscritti maggiorenni sul social: a tutti gli utenti verrà chiesto di rivedere le proprie scelte riguardo le informazioni a cui Facebook può avere accesso come stato sentimentale, idee politiche o religiose.

La terza novità riguarda l’utilizzo del riconoscimento facciale da parte di Facebook. I cittadini dell’Unione Europea potranno decidere se utilizzare o meno questa nuova funzione.

A detta di Facebook, il riconoscimento facciale permetterà di aumentare la sicurezza della privacy e permetterebbe, inoltre, di rilevare quando un altro utente usa l’immagine profilo di un’altra persona.

Questi cambiamenti hanno coinvolto anche l’app di messaggistica WhatsApp, anch’essa di proprietà di Zuckerberg (qui l’articolo completo sulle novità introdotte su WhatsApp).

 

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