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Darwin Day, Marco Cappato a TPI: “La scienza non porta voti, per questo la politica la ignora”

Di Elisa Serafini
Pubblicato il 12 Feb. 2020 alle 07:14 Aggiornato il 12 Feb. 2020 alle 11:50
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Immagine di copertina
Marco Cappato

In occasione del Darwin Day, la giornata internazionale in ricordo dello scienziato Charles Darwin TPI ha intervistato Marco Cappato, attivista e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, famoso per le sue battaglie a favore dei diritti civili e della libertà scientifica.

Come è trattata la scienza in Italia?

Possiamo considerare tre grandi capitoli: libertà, soldi e metodo di assegnazione dei contributi. Sul primo punto, quindi i temi eticamente sensibili o di libertà civili, non abbiamo fatto passi avanti. Ad esempio continua ad essere limitata la ricerca scientifica sugli embrioni umani e le cellule staminali, che potrebbe permettere di intervenire su gravi patologie, come alcune forme di cecità.

E sui finanziamenti?

Su quello siamo a poco più di un terzo dell’obiettivo europeo. Nella finanziaria questi temi non entrano perché il sistema del dibattito politico elettorale di fatto lo impedisce. Si tratterebbe di investimenti di lungo periodo, mente la legge finanziaria rappresenta un calcolo di micro-mance o provvedimenti elettorali su una categoria o sull’altra, e il numero dei ricercatori non rappresenta una realtà sociale elettoralmente significativa quindi viene tagliata fuori.

Come siamo messi oggi in Italia con il tema OGM?

Tutto il versante dell’innovazione tecnologica in agricoltura è completamente tagliato fuori. Ci sono ricercatori che aspettano di poter fare sperimentazione in campo aperto sul CRISPR (nuova tecnica di editing genetico, ndr). In Africa si può fare, in Cina e in USA pure. In Italia no. Come fai a competere a livello mondiale?

Perché è importante promuovere la scienza in questo campo?

C’è una connessione molto forte con il riscaldamento globale. Dove aumentano le temperature esistono problemi di adattamento delle piante. Allora, è vero che bisogna ridurre le emissioni di Co2, ma nel frattempo possiamo intervenire per salvare piante che altrimenti rischieremmo di perdere, comprese alcune coltivazioni tradizionali.

Quali saranno i prossimi temi dell’Associazione Luca Coscioni?

Ci stiamo concentrando molto sul tema dell’Intelligenza artificiale. L’Italia su questo dovrebbe guardare al modello Finlandia e cercare di farne un modello europeo. Il ragionamento è questo: la corsa alla tecnologia è persa, ma possiamo ancora competere su come utilizzarla, la tecnologia.

Cosa fanno in Finlandia che potremmo fare in Italia?

I finlandesi stanno facendo un’opera di alfabetizzazione di massa sull’intelligenza artificiale,insegnando l’uso della tecnologia a tutti i cittadini. L’intelligenza artificiale è previsto che si trasformi in una commodity. A questo punto il vantaggio competitivo lo puoi creare nell’utilizzo. Investiamo sul fatto che il panettiere sia in grado di utilizzarla o che possano sfruttarla le PMI. Questa è innovazione sociale più che innovazione tecnologia, ed è uno dei settori su cui possiamo scommettere.

Cosa può imparare la politica dalla scienza?

Il metodo scientifico. Molti paesi hanno istituito delle agenzie di valutazione che misurano e valutano le conseguenze delle proposte. Prima di fare una legge dovresti dire qual è l’obiettivo e cosa ti aspetti. Ad esempio se fai la legge sull’omicidio stradale, devi verificare se per caso non aumenta il rischio di fuga dopo gli incidenti. Inoltre in teoria tutte le nostre leggi dovrebbero essere ispirate e fondate sulla scienza, lo prevede anche la Costituzione.

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