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Presto cani e gatti potrebbero parlare la nostra lingua

La tecnologia che potrebbe tradurre il verso degli animali potrebbe essere disponibile in meno di un decennio

Di Francesca Moriero
Pubblicato il 24 Gen. 2018 alle 09:54 Aggiornato il 27 Mar. 2018 alle 16:40
Immagine di copertina
Credit: Tracy Kirby

E se i cani e i gatti potessero parlare invece che abbaiare o miagolare?

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I recenti progressi nell’intelligenza artificiale suggeriscono che il sogno di poter “conversare” con gli animali potrebbe diventare realtà.

Gli scienziati stanno studiando come tradurre le vocalizzazioni di cani e gatti e le espressioni facciali in concetti comprensibili all’uomo.

L’idea parte dallo studio che analizza i suoni propri della scimmia pigmea e un sistema che invece è in grado di “leggere” i volti delle pecore per determinare, in un secondo momento, se un animale stia soffrendo.

Il dottor Con Slobodchikoff, professore di biologia presso la Northern Arizona University e autore di “Chasing Doctor Dolittle: Learning the Language of Animals”, è uno dei ricercatori che vuole mettere in pratica la comunicazione animale.

Più di 30 anni di studio sui cani della prateria, piccoli roditori tipici delle steppe americane, lo hanno convinto che la loro forma di comunicazione vocale non è altro che un linguaggio vero e proprio.

Questi mammiferi, infatti utilizzano particolari ululati per avvisare il gruppo della presenza di un predatore.

Tali suoni variano in base al tipo di cacciatore e alle sue dimensioni. Combinando i loro richiami in vari modi, possono addirittura usarli per indicare il colore degli indumenti di una persona vicina.

Slobodchinoff, con l’aiuto di un informatico, ha sviluppato un algoritmo che trasforma queste vocalizzazioni in lingua inglese, ponendosi l’obiettivo di tradurre suoni di animali domestici, espressioni facciali e movimenti del corpo.

Il lavoro è in fase iniziale. Lo scopo finale è quello di creare un dispositivo che sia in grado di tradurre l’ ululato di un cane o il miagolio di un gatto in un vero e proprio linguaggio, come per esempio: “voglio mangiare ora” o “voglio andare a fare una passeggiata”.

Per il ricercatore, essere in grado di comunicare con gli animali significherebbe qualcosa di più che stringere legami emotivi con loro.

Potrebbe eliminare i problemi nelle cure, e persino salvare loro la vita. Anche se confinato nel laboratorio per ora, questa tecnologia potrebbe un giorno essere commercializzata.