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World Hearing Day: il 2 e 3 marzo la maratona mondiale della prevenzione dei disturbi uditivi

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Udito Italia Onlus promuove il più importante evento di sensibilizzazione in collaborazione con l’OMS

Nonno Ascoltami! – Udito Italia Onlus si prepara a dar vita al più importante evento di sensibilizzazione dei disturbi uditivi mai realizzato. Una ‘maratona on line’, il 2 e 3 marzo per celebrare in oltre 100 Paesi, il World Hearing Day e ufficializzare così il lancio del World Hearing Report, messo a punto dal World Hearing Forum, organismo voluto dall’Oms proprio per alzare l’attenzione sul preoccupante aumento dei disturbi uditivi nel mondo e di cui fa parte anche Udito Italia Onlus. Si tratta di un documento di portata storica che esorta l’intero globo a un’azione unitaria.

Si stima che 466 milioni di persone (il 6,1 % della popolazione mondiale) soffra di ipoacusia e che entro il 2050 questi saranno 900 milioni; 34milioni di bambini sono colpiti da forme di ipoacusia, il 60% delle quali potrebbero essere prevenute; più di 1 miliardo di giovani tra i 12 e i 35 anni corrono il rischio di danneggiare il proprio udito a causa di un’esposizione scorretta al rumore mentre per gli ultrasessantacinquenni, si stima che un terzo abbia problemi di udito.

“Oggi più che mai la giornata mondiale dell’udito – ha dichiarato Fernanda Gellona, Direttore generale di Confindustria Dispositivi Medici, tra i relatori della due giorni organizzata da Nonno Ascoltami! – Udito Italia Onlus – è importante per sensibilizzare i cittadini e orientarli nella scelta di percorsi sanitari e soluzioni tecnologiche che possano migliorare la qualità della loro vita. L’emergenza Covid-19 ha aumentato le problematiche per gli ipoacusici, che spesso si sono dovuti confrontare con un vero e proprio isolamento, molti hanno rimandato controlli per verificare le proprie condizioni ed eventualmente dotarsi di un dispositivo medico che potesse aiutarli. Questo atteggiamento ha generato ulteriori problematiche sociali e psicologiche. Per questo Anifa, l’associazione di Confindustria dispositivi medici che rappresenta le imprese di protesi acustiche, ha lanciato a gennaio scorso la campagna digitale #AscoltaLaVita per raccontare le difficoltà che i 7 milioni di ipoacusici in Italia affrontano ogni giorno, difficoltà acuite dal tempo e dalla pandemia che stiamo vivendo”.

Anche in Italia il problema è molto diffuso. Si stima che ne sia colpita il 12,1% della popolazione, circa 7 milioni di italiani, con una differenziazione tra le classi di età e un aumento significativo con l’invecchiamento (10% nell’età tra 13 e 45 anni; 25% dai 60 agli 80 anni, fino al 50% tra gli over 80). Ma il dato più significativo è quello relativo alla crescita progressiva degli ipoacusici che tra il 2012 e il 2018 è stata del 4,8%.

L’evento hear-a-thon

Per due giorni, rappresentanti delle istituzioni, medici, ricercatori, associazioni, operatori sanitari, aziende del settore, giornalisti e testimonial si confronteranno in una lunga maratona mediatica, Hear-a-thon, per promuovere una vera e propria rivoluzione culturale, così come auspicato dall’OMS, che ponga finalmente gli ipoacusici al centro del dibattito politico e sanitario.

Si parte il 2 marzo, con la discussione del Manifesto per l’Udito, un documento elaborato da Udito Italia Onlus per stimolare la collaborazione tra istituzioni, medici, professionisti sanitari, formazioni sociali, imprese, famiglie e cittadini, che dovranno unirsi nella Nuova Alleanza per l’Udito. Il documento racchiude 5 obiettivi che corrispondono ai pilastri dell’azione strategica già proposta al Ministero della Salute, accogliendo le raccomandazioni contenute nel Piano Strategico Oms 2019-2021. Tali obiettivi saranno discussi all’interno dei tavoli di lavoro e ufficializzati il giorno seguente, il 3 marzo, in occasione della vera e propria celebrazione della Giornata dell’Udito che sarà l’occasione per portare l’attenzione sul tema proposto quest’anno dall’OMS per il World Hearing Day: “Per un udito protetto per tutti” e per partecipare allo storico lancio del World Report on Hearing. Nel pomeriggio saranno proposte sessioni aperte al pubblico con medici specialistiche affronteranno le quattro età dell’udito: bambini, adolescenti, adulti, anziani rispondendo in diretta alle domande dei cittadini. La partecipazione all’evento è gratuita e aperta a tutti, attraverso il sito www.hearathon.it

I messaggi chiave che l’Oms chiede di promuovere partono dal presupposto che il numero di persone che attualmente soffre di ipoacusia nel mondo è inaccettabile. I tempi sono maturi perché la tutela dell’udito e la prevenzione del disturbo uditivo siano oggetto di un grande progetto di sensibilizzazione portato avanti da un coordinamento nazionale costituito da Istituzioni e aggregati di categoria. Obiettivo centrale della comunicazione è l’empowerment dei cittadini i quali devono essere costantemente ed efficacemente informati affinché possano acquisire una sensibilità nuova sull’importanza dell’udito e una maggiore consapevolezza nella scelta di percorsi sanitari e soluzioni tecnologiche che possano migliorare la qualità della sua vita.

I dati

L’OMS negli ultimi anni ha lanciato ripetuti allarmi sull’enorme problema rappresentato dall’aumento dei disturbi uditivi al livello mondiale. 466 milioni di persone (il 6,1 % della popolazione mondiale) soffrono di ipoacusia, entro il 2050 questi saranno 900 milioni. Sono 34milioni i bambini colpiti da forme di ipoacusia, il 60% delle quali potrebbero essere prevenute; più di 1 miliardo di giovani tra i 12 e i 35 anni corrono il rischio di danneggiare il proprio udito a causa di un’esposizione scorretta al rumore mentre per gli ultrasessantacinquenni, si stima che un terzo abbia problemi di udito. Infine, ammonterebbe a 750 miliardi di dollari all’anno il costo per l’economia globale dell’ipoacusia non curata, costi che gravano sul settore sanitario (con esclusione dei costi degli apparecchi acustici) a cui si aggiungono le spese sociali per il supporto educativo e per la perdita di produttività. L’impatto dei disturbi uditivi non può più essere trascurato dalla società civile né dai Governi, perché condizionano in maniera profonda chi ne è colpito: determinano la perdita della capacità di comunicare con gli altri; provocano un ritardo nello sviluppo del linguaggio nei bambini; costringono all’isolamento sociale, alla solitudine e alla frustrazione soprattutto le persone anziane.

In Italia l’ipoacusia colpisce il 12,1% della popolazione, cioè circa 7 milioni di italiani, con una differenziazione tra le classi di età e un aumento significativo con l’invecchiamento (10% nell’età tra 13 e 45 anni; 25% dai 60 agli 80 anni, fino al 50% tra gli over 80). Tra il 2012 e il 2018 la crescita nel nostro paese è stata del 4,8%.

L’udito è fondamentale in tutto il corso della vita ma il livello di sensibilizzazione è ancora insufficiente. Oggi grazie al progresso tecnologico, esistono cure efficaci e di semplice adozione. Ma prima ancora è necessario educare le persone. La buona notizia infatti è che il 50% dei casi di ipoacusia può essere prevenuto attraverso adeguati interventi di prevenzione, diagnosi o cura, eppure solo il 17% di coloro che potrebbe trarre beneficio dall’utilizzo di tecnologie per l’udito ne fa ricorso: il che significa che resta esclusa una percentuale come l’83% di potenziali beneficiari.

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