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“Con i tatuaggi all’henné regalo sorrisi alle pazienti che hanno perso i capelli per la chemioterapia”

L'artista Marged Flavia Trumper realizza tatuaggi all'henné per le donne che perdono i capelli a causa dei cicli di chemioterapia. Un modo per riscoprire la propria femminilità in un periodo particolarmente difficile

Di Sara Ahmed
Pubblicato il 11 Nov. 2017 alle 16:59 Aggiornato il 18 Apr. 2019 alle 08:35
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Immagine di copertina

L’Istituto Oncologico Veneto è il primo centro nella regione del nord-est che si occupa in maniera specifica di prevenzione, diagnosi e cura dei tumori.

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Diverse associazioni sostengono l’istituto fornendo aiuto e sostegno non solo ai pazienti, ma anche ai loro familiari. Una di queste è l’Associazione Volontari Ospedalieri (AVO) di Padova. 

Dal 2009 l’AVO promuove, all’interno dell’Istituto Oncologico Veneto, l’iniziativa “Non smettere di piacerti”, il cui obiettivo è supportare le pazienti che affrontano il problema della caduta dei capelli dopo essere state sottoposte ai cicli della chemioterapia.

L’associazione offre alle pazienti una serie di servizi completamente gratuiti come il prestito di parrucche e la possibilità, una volta al mese, di ricorrere ai consigli di un acconciatore esperto per aiutare le pazienti a scegliere la parrucca più adatta al loro viso. 

Un altro servizio offerto dall’AVO consiste nella possibilità di far eseguire, alle pazienti che lo richiedono, un tatuaggio temporaneo sul proprio capo tramite l’utilizzo dell’henné.

L’henné è una polvere colorante naturale ottenuta tramite la pianta della lawsonia. Le componenti completamente naturali dell’henné permettono di decorare in modo temporaneo il capo delle pazienti senza incorrere nel rischio di allergie o intolleranze. 

Marged Flavia Trumper, indologa e artista dei tatuaggi all’henné, collabora con l’Istituito Oncologico Veneto da diversi anni, fornendo le proprie competenze in materia e tatuando le pazienti che richiedono questo servizio.

“L’henné è tradizionalmente usato per segnare i riti di passaggio nella vita della donna e trovo che il suo uso su pazienti che stanno attraversando un momento delicato nel rapporto con il loro aspetto e la loro femminilità ha un ottimo riscontro anche in ambito non tradizionale”, ha raccontato Marged a TPI.

“In qualche modo la pasta, che ricorda la terra con la sua consistenza, odore e colore, permette di creare disegni femminili e trasmette la sua qualità plasmabile e arcaica a chi la riceve” ha poi proseguito Marged.

Tra gli effetti collaterali della chemioterapia c’è la perdita di capelli. Marged ha spiegato che molte pazienti, grazie alle decorazioni all’henné, si sentono meno in imbarazzo con il proprio aspetto. Il tatuaggio temporaneo all’henné consente infatti a queste donne di celare un’eventuale condizione di disagio. 

“Sono persone che stanno attraversando un momento di vulnerabilità. Alcune pazienti rimangono molto stupite dopo aver visto il tatuaggio terminato. Una volta una paziente mi chiese se potevo mettere la mia firma sulla sua testa. Le decorazioni che avevo fatto per lei erano un’opera d’arte”, ha raccontato Marged.

L’artista dell’hennè, Marged, ha inoltre precisato che per tatuare le pazienti utilizza solo ingredienti bio certificati di alta qualità. “Uso prodotti bio anche per i tatuaggi che faccio alle spose indiane, ma nel caso delle pazienti dell’ospedale oncologico faccio maggiore attenzione. Ci vuole molta cura nella scelta dei prodotti per chi è in chemioterapia”.

“È bello incontrare persone speciali la cui bellezza può essere esaltata con l’henné. È bello anche vedere i loro sorrisi quando vedono l’opera finita sulla loro testa”, ha raccontato Marged.

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