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Stop alla vendita delle sigarette al mentolo dal 20 maggio

Di Redazione TPI
Pubblicato il 18 Mag. 2020 alle 16:09 Aggiornato il 18 Mag. 2020 alle 16:17
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Perché vietare la vendita delle sigarette al mentolo

A partire da mercoledì 20 maggio non sarà più possibile vendere o acquistare sigarette al mentolo o tabacco trinciato aromatizzato. Il divieto è previsto dalla Direttiva UE 40/2014 che definiva il cosiddetto Menthol Ban e che risale a 6 anni fa.

La direttiva, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 2016 n.6, si proponeva di cancellare la vendita di sigarette al mentolo – e prodotti simili – per dissuadere i più giovani dal fumo e prevenire quindi la possibile dipendenza. Il divieto interesserà anche la vendita delle sigarette contenenti capsule per modificarne il sapore e sarà valido in tutta l’Unione Europea.

Diversi studi hanno infatti dimostrato come gli additivi al sapore di mentolo riuscissero a mascherare la durezza del fumo invogliando – maggiormente in media rispetto alle sigarette classiche – i più giovani a fumare.

Il ban non interesserà tutti i prodotti da fumo al mentolo. Rimarranno sugli scaffali sigari, sigarette elettroniche e gli stick mentolati utili a scaldare il tabacco – tecnica alla base delle Iqos – che potranno sfoggiare le varietà speziate contrariamente a trinciati e sigarette canoniche.

Secondo quanto riportato dall Federazione Italiana Tabaccai “non è previsto il reso dei prodotti in giacenza” che dovranno essere rimossi. Una violazione del divieto prevede “sanzioni che vanno da 500 a 5.000 euro”.

Il ricorso di Philip Morris

Quando l’Unione Europea aveva tracciato le linee guida della direttiva, Philip Morris – azienda leader nel settore – aveva tentato di ricorrere in appello alla Corte di giustizia europea senza successo. In quanto, pur osservando le prove presentate da Morris sulle proprietà rilassanti del mentolo per le vie respiratorie, la Corte stabilì come il particolare aroma depotenziasse il sapore del fumo e quindi umentava l’indice di gradimento delle sigarette tra i giovanissimi.

Il Parlamento Europeo motivò la scelta fornendo diversi dati: “In media, 700.000 fumatori muoiono ogni anno e i fumatori muoiono 14 anni prima rispetto ai non fumatori”, cifra 20 volte superiore rispetto a quella legata alle emissioni di “ossido di azoto in particelle”. Inoltre Il 29% delle persone di età compresa tra 15 e 24 anni è fumatore.

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