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Home » Salute

Un videogioco ha salvato la vita di un ragazzo americano

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Un videogioco ha salvato la vita di un ragazzo americano dell’Arkansas. Xopher, questo il suo nome, nel 2012 era arrivato a pesare ben 147 chili, e il medico gli aveva spiegato che se non fosse dimagrito, a 50 anni probabilmente avrebbe dovuto sottoporsi a un trapianto di cuore.

Xopher ha quindi deciso di calare di peso. Come? Allenandosi a modo suo, giocando quotidianamente a “Dance Dance Revolution”, un videogame nel quale si preme con i piedi su una pedana a ritmo di musica.

Giorno dopo giorno, è diventato espertissimo, fino a raggiungere dopo sei mesi il livello massimo. Il tutto, ovviamente, combinato a una dieta mirata.

Esercizio fisico che l’ha aiutato a perdere 23 chili dal 2014 al 2016 e poi altrettanti nei due anni successivi. Risultato, oggi pesa 90 chili e le sue condizioni di salute sono nettamente migliorate.

“Senza Dance Dance Revolution avrei perso qualsiasi motivazione a proseguire con la mia dieta – ha raccontato -. Sono stati propri i risultati sempre più elevati nel videogioco a spingermi a proseguire”.

Un bambino ha rischiato la vita per colpa dei videogames

Otto ore di fila, tutti i giorni, senza mai andare al bagno. Un bambino inglese di 10 anni per colpa di un videogmaes ha rischiato di rimetterci la vita.

Il ragazzino è stato infatti operato d’urgenza all’intestino dopo che per giorni non è andato in bagno perché troppo impegnato a giocare ai videogiochi.

Un caso particolare descritto in una conferenza medica dalla pediatra Jo Begent dello University College London Hospital.

Secondo quanto riporta il “Daily Mail”, la dottoressa ha raccontato di aver scoperto, in seguito ad alcuni esami clinici, che l’intestino del bambino si era dilatato al punto di deformarsi perché il ragazzino aveva smesso di andare in bagno per non doversi allontanare dalla consolle.

Il bambino si sarebbe lanciato in sessioni con World of Warcraft, Call of Duty e Fifa per otto ore consecutive, tutti i giorni.

Il bimbo avrebbe poi raccontato alla pediatra di essere stato talmente preso dal gioco da ignorare gli impulsi corporei.

Non è dato sapere invece perché nessun adulto abbia spinto il bimbo a interrompere le sessioni di gioco o se i tentativi siano andati a vuoto.

Nella sua relazione la dottoressa ha infine messo in guardia su alcuni effetti della dipendenza da social network e videogiochi sulla salute fisica e psichica di bambini e teenager, tra cui problemi legati alla corretta alternanza sonno/veglia, al rapporto con il cibo e all’obesità.

Una dipendenza, quella da videogame, in forte aumento tra i ragazzi che in passato ha visto casi simili o più gravi colpire bambini, ma non solo.

Insomma, la dipendenza da videogiochi è una cosa seria. A confermarlo è stata nei giorni scorsi l’OMS che ha classificato la patologia come una vera e propria malattia.

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