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“Aiutatemi a sconfiggere la leucemia”: l’appello di Enrico per trovare un donatore diventa virale

Di Maria Elena Gottarelli
Pubblicato il 23 Apr. 2019 alle 08:28 Aggiornato il 23 Apr. 2019 alle 08:29
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Immagine di copertina
Enrirco De Caprio, Facebook

Enrico ha 25 anni, è di origini campane e da maggio scorso lotta con una grave forma di leucemia curabile solo attraverso un trapianto di midollo osseo. Oggi residente in Germania, Enrico ha deciso di lanciare un appello sui social, che nel giro di qualche giorno è diventato virale.

Senza autocommiserazione né giri di parole, Enrico ha fatto appello alla generosità dei suoi amici sul web: “Ciao Leggende, purtroppo devo affrontare il percorso che mi sono augurato di evitare da diversi mesi, devo affrontare un trapianto di midollo a seguito di una Leucemia che mi rompe il cazzo da Maggio scorso”, scrive.

leucemia appello trapianto midollo
Enrico De Caprio, Facebook

Il piccolo Alex, il bambino sottoposto a trapianto di midollo, è guarito e può tornare a casa

Enrico spiega poi che, per una questione di ceppo genetico, è meglio che il donatore sia italiano, dal momento che è soprattutto la compatibilità fra paziente e donatore a determinare il buon esito dell’intervento.

“Dramma a parte, lascio due link, uno per diventare donatore in Germania ed uno per diventarlo in Italia, per fortuna la banca dati è condivisa a livello Europeo.

DKMS: www.dkms.de

ADMO: www.admo.it”, continua il 25enne.

Trovare un donatore compatibile non è semplice, ma le probabilità aumentano quando si è di più a fare il test. Il post, semplice e informativo, ha suscitato un’ondata di sostegno su Facebook: quasi 170 like e 400 condivisioni.

Una storia che potrebbe assomigliare a quella del piccolo Alex Montresor, nato prematuramente affetto da una grave malattia genetica. L’appello dei genitori di Alex aveva mobilitato tante persone a fare il test e alla fine il piccolo aveva subito un trapianto di midollo che gli salvò la vita.

Alex, rinuncia il volontario compatibile: a donare il midollo sarà il padre

“La cosa che m’inonda il cuore di gioia è sapere che quel mio piccolo appello ha smosso i cuori di tantissime persone”, ha spiegato Enrico a Il Mattino.

“E queste persone, anche se non risulteranno compatibili con me, registrandosi come donatori di midollo, si mettono al servizio di tantissimi malati che stanno vivendo la mia stessa brutta situazione. Il solo pensiero che io in questo caso sia un anello di una catena che può portare la vita a persone che ne hanno bisogno mi rende troppo felice, fiero di me stesso e di vivere.”

“Ringrazio voi e la vita per questa esperienza che ci sta offrendo: fare del bene al prossimo, ma sopratutto in anonimato, è un gesto nobile e leggendario”, conclude Enrico

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