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Imparare la lezione per prevenire e affrontare le future pandemie: il policy paper del Network italiano Salute Globale

Immagine di copertina
Una ricercatrice al lavoro nel laboratorio di Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica delle Emergenze dell'ospedale Luigi Sacco di Milano. Credit: ANSA / MATTEO BAZZI

Realizzato con Aidos e Friends of the Global Fund Europe, il documento è stato presentato in Senato lo scorso 22 giungo. L'obiettivo è garantire una governance della salute globale davvero inclusiva grazie al prezioso contributo della società civile

Quanto accaduto col Covid-19 deve essere una lezione per imparare come prevenire e affrontare le pandemie del futuro. È questo il tema al centro del policy paper “Imparare la lezione, prevenire e affrontare le future pandemie per garantire la salute globale”, realizzato dal Network italiano Salute Globale, Aidos e Friends of the Global Fund Europe e presentato in Senato lo scorso 22 giugno.

Durante la presentazione del documento, disponibile sul sito del Network italiano Salute Globale, sono emerse le linee guida che devono guidarci su questa strada. In primis occorre sostenere un’architettura della salute globale coordinata dall’Oms, che valorizzi le competenze e le capacità dei partner sanitari globali e regionali già esistenti in materia di prevenzione sanitaria. Inoltre bisogna includere, nella governance delle organizzazioni e dei meccanismi internazionali la società civile, le associazioni delle persone colpite dalle malattie e le associazioni di donne. Infine, costruire e sostenere sistemi sanitari pubblici e comunitari forti e radicati sui territori garantendo, così, l’accesso alla copertura sanitaria universale.

Il Network italiano Salute Globale è una rete di 11 ong impegnate per il diritto alla salute: ActionAid, Aidos, Amref Health Africa, Cesvi, Cmsr, Coopi, Cope, Cospe, Medici con l’Africa Cuamm, Medicus Mundi Italia e World Friends.

“Il contributo dell’Italia al Global Fund per la salute è fondamentale non solo per la lotta planetaria al Covid ma anche per la guerra in Ucraina”, ha dichiarato il senatore Pd Alessandro Alfieri. “È importante apprendere la lezione della pandemia e continuare a combattere anche contro Tbc, malaria e Hiv, sostenendo gli impegni dell’Italia bi e multilaterali e le attività di cooperazione internazionale. Per questo intendiamo presentare una mozione in Commissione Esteri perché in sede di rinnovo del Global Fund l’Italia garantisca le risorse necessarie”.

“Condividiamo la raccomandazione che viene dalle organizzazioni della società civile, impegnate sul settore salute per rafforzare l’architettura istituzionale e reperire nuove risorse con strumenti che siano inclusivi e che tengano conto dell’esperienza importante del Global Fund”, ha detto Marina Sereni Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Stefania Burbo a nome del Network italiano salute globale, chiede che “il nuovo Financial Intermediary Fund (Fif) sostenuto dal G20 rappresenti tutti i Paesi del mondo, scongiurando un approccio ‘dall’alto verso il basso’ tramite la partecipazione delle società civili, che svolgono un ruolo fondamentale come anello di congiunzione fra sistemi sanitati formali e le comunità”.

Dall’inizio della pandemia, “il Global Fund è stato in prima linea per supportare i paesi a basso e medio reddito con dispositivi di protezione personale, test diagnostici e medicinali, incluso l’ossigeno”, ha ricordato Dianne Stewart , Head of External Relations and Communications, Global Fund. “Siamo in grado di intervenire rapidamente anche in caso di conflitto, come in Ucraina, dove abbiamo aumentato il nostro sostegno per garantire la continuità dei trattamenti per i pazienti affetti da Hiv e Tbc sia nel paese sia in Moldavia, dove molti rifugiati hanno trovato accoglienza. Il Global Fund continuerà ad investire nel rafforzamento dei sistemi sanitari, per proteggere il mondo dal rischio di future pandemie”.

Occorre “migliorare le nostre capacità di sorveglianza genomica e clinica, per fornire un’individuazione precoce e un allarme per le minacce pandemiche, e questo aiuterà a prevenire anche la diffusione della resistenza antimicrobica”, dice Stefano Vella, dell’Università Cattolica Sacro Cuore e Friends of the Global Fund Europe. “La lezione appresa dalle crisi di Covid-19, ma anche dalle precedenti Sars, Aids, Ebola, è che assistiamo a tutti spillover da animali, che dovrebbero farci capire l’importanza della One Health, dell’intreccio fra salute umana e quella animale e ambientale, in particolare oggi che stiamo arrivando ai 10 miliardi di persone nel mondo”.

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