Me
HomeSalute

Febbre del Nilo, primo caso in Veneto. Ecco cos’è e come difendersi dal pericoloso virus

Il primo caso del 2019 si è registrato in Veneto, dove un uomo di 79 anni presenta febbre persistente da 10 giorni

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 22 Lug. 2019 alle 08:28 Aggiornato il 22 Lug. 2019 alle 10:30
Immagine di copertina

Febbre del Nilo primo caso in Italia: un uomo di 79 si è ammalato a Padova

Un nuovo caso, il primo dell’estate, di febbre del Nilo, si è registrato in Veneto. Un uomo di 79 anni che vive nelle campagne in provincia di Padova si è ammalato dieci giorni fa e ancora la febbre persiste. A darne notizia è stata la Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e sociale della Regione Veneto.

La febbre del Nilo è un’infezione che non si trasmette per contagio diretto da uomo a uomo, ma soltanto attraverso la puntura di una zanzara infetta, o attraverso il contatto con il sangue di una persona che ha già contratto il virus.

“La rete di sorveglianza entomologica regionale non ha finora evidenziato alcuna positività per il virus West Nile nelle zanzare catturate, il che indica una diffusione più limitata del virus nell’insetto vettore rispetto all’anno scorso”, ha spiegato l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin.

Febbre del Nilo: come difendersi dall’infezione

“Un contributo importante al contenimento della proliferazione delle zanzare è dato dall’attuazione coordinata e sistematica, su tutto il territorio regionale, degli interventi di disinfestazione larvicida e adulticida”, spiega Lanzarin.

Nella maggior parte dei casi si tratta di un’infezione asintomatica, nel 20 per cento dei casi possono verificarsi sintomi di lieve natura come febbricola, mal di testa, nausea, vomito, eruzioni cutanee.

“In meno dell’1% dei casi, in particolare persone anziane e debilitate, si possono presentare febbre alta, debolezza muscolare e complicanze neurologiche come encefalite”, spiega ancora l’assessore.

La febbre del Nilo tuttavia può manifestarsi con febbre a 40 gradi, dolori articolari e forti cefalee. Nel 2018 furono circa una decina i casi in Italia.

I virus esotici sono diventati endemici in Italia, a causa dei cambiamenti climatici e della globalizzazione. In particolare, l’aumento delle temperature favorisce la proliferazione delle zanzare e la sopravvivenza delle uova durante la stagione invernale aumenta.

In Italia il virus West Nile, noto come Febbre del Nilo è stato documentato per la prima volta nel 1998 in Toscana, e colpì i cavalli.

A questo link abbiamo spiegato in cosa consiste il virus West Nile nel dettaglio.