Che cos’è l’ansia post-partum

È meno conosciuto della depressione post-partum, eppure questo disturbo colpisce molte più donne che non riescono a dare un nome a quello che sta accadendo loro

Di Emma Zannini
Pubblicato il 12 Nov. 2017 alle 16:36
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Secondo Karen Kleiman, fondatrice e direttrice del The Postpartum Stress Center, il 15 per cento delle neo-mamme soffrono di ansia intensa a tal punto che questa interferisce con la loro giornata normale. Moltissime di queste donne però non sanno che quello che sta loro accadendo ha un nome e che si tratta di ansia post-parto.

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Può accadere che una madre sia costantemente preoccupata per la salute e lo sviluppo del bambino, per la sua capacità di essere un buon genitore e per come riuscirà a conciliare lavoro e casa o a prendersi cura di più di un figlio.

Quando poi diventa totalmente incapace di riposarsi e di dormire, soggetta a continui cambi d’umore, o sperimenta sintomi fisici come batticuore, vertigini, nausea, insonnia, allora si può dire che soffra di questo disturbo.

Da non confondere con la depressione post-parto, questa tipologia di ansia è decisamente poco studiata e conosciuta, nonostante sia molto più frequente del primo problema: secondo uno studio dell’Università di Heidelberg, in Germania, condotto su di un campione di 1.024 donne seguite nei primi tre mesi dopo il parto, più dell’11 per cento sono state vittime di ansia post-parto, mentre solo il 6 per cento di depressione.

In realtà non deve stupire il fatto che sia praticamente sconosciuta, perché tutti, anche i medici, si aspettano che le nuove mamme siano parecchio ansiose. Ma a volte quella che viene catalogata come semplice “ansia” dovuta alla nuova avventura, è vissuta come un qualcosa di totalmente paralizzante da parte della madre, che si sente di dover affrontare un vero e proprio campo di battaglia.

Oltretutto, il fatto di non riuscire a vivere la maternità come tutti attorno a lei si aspettano che lei faccia, con gioia e coraggio, suscita senso di colpa e percezione di fallimento.

Se si osserva il punto di vista neurologico, durante la gravidanza il cervello di una madre va incontro ad una serie di cambiamenti che possono influire pesantemente sull’ansia anche per alcuni tempi dopo il parto. Essenzialmente, nella donna il prendersi cura del figlio è un qualcosa di innato, che la spinge a nutrirlo, ascoltarlo, dargli affetto, ma a volte lo stress derivato dal farlo può essere dannoso.

Ogni donna è potenzialmente soggetta ad ansia post-parto, e nel caso questo disturbo appaia, la cura migliore secondo Karen Kleiman è l’accettazione. Non bisogna né dilungarsi su di esso rimuginandoci sopra, cosa che non farebbe che peggiorarlo, né al contrario negare la sua esistenza.

“L’accettazione è difficile, ma fondamentale. I pensieri invadenti e negativi fanno paura, ma non ti faranno del male e reagiscono ai trattamenti” afferma Kleiman. Questi trattamenti possono essere psicoterapia, medicinali e terapia cognitivo-comportamentale.

Preparare all’ansia post-partum è davvero difficile, ma insegnare a riconoscere i sintomi, parlare del disturbo, può portare molte madri a imparare a gestirla.

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