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Governo, Zingaretti suona l’allarme: “Il Governo ha bisogno di un rilancio”. Conte si prepara alla verifica

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 13 Dic. 2020 alle 14:05 Aggiornato il 13 Dic. 2020 alle 14:05
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Immagine di copertina
Nicola Zingaretti, segretario del Pd. Credit: Facebook

Dopo l’attacco frontale di Matteo Renzi, a scuotere il premier Giuseppe Conte è adesso anche Nicola Zingaretti. Se il leader di Italia Viva accusa il capo del governo di volere i “pieni poteri” nell’elaborazione del Recovery Plan, il segretario del Pd gli imputa un eccessivo “immobilismo”.

“Oggi siamo in una nuova fase: dall’emergenza occorre passare alla ricostruzione. Per fare questo occorre un rilancio, una ripartenza”, osserva Zingaretti, intervistato sul Corriere della Sera da Maria Teresa Meli. “Non bisogna nasconderlo, questa esigenza è avvertita da tutti. Dal Pd, dai 5 Stelle, da Italia viva, da Leu e, sono convinto, anche dal presidente Conte”, aggiunge il leader dem, che evoca l’incontro di maggioranza tenuto a Palazzo Chigi a inizio novembre, quasi a richiamare la necessità di un nuovo imminente faccia a faccia tra i partiti che reggono l’esecutivo.

“Hanno prevalso rigidità, timori e sono tornate le divisioni”, prosegue Zingaretti. “Per quanto riguarda il Pd, comunque, la questione è chiara e siamo davvero uniti: siamo contrari all’immobilismo, alla chiusura in se stessi, ad ogni forma di auto celebrazione e nello stesso tempo consideriamo la conclusione dell’attuale esperienza di governo come un’avventura pericolosa. Una crisi al buio che non prospetta alcunché di buono per il futuro della Repubblica”.

Il segretario del Pd cerca di allontanare lo spettro della crisi, ma il suo “padre politico” Goffredo Bettini lancia un’altra bordata contro il Governo: “Al Paese serve una guida che superi l’idea di un’alleanza che serve a superare la destra e che sia unita invece dalla necessità delle prove tremende. Occorre arrivare a un’alleanza diversa, a un governo più politico, unito da un sentire comune e da un programma da realizzare insieme”, dice Bettini durante il suo intervento al seminario Radicalità per ricostruire, promosso da Gianni Cuperlo.

“Contrasteremo ogni tentativo di usare i problemi per ribaltare l’attuale governo e l’attuale premiership perché sarebbe un’avventura, sarebbe una crisi al buio”, precisa tuttavia il dirigente Pd. E “se cade questo governo non potrà essercene un altro: nessuno potrà ricomporre i cocci e sarebbe persino insano tentarlo, meglio il voto”.

Nel suo tentare di dare una scossa a Conte, Zingaretti incassa il sostegno di Vito Crimi: “Il rilancio di cui parla Zingaretti è lo stesso che intendiamo noi”, dice il capo politico reggente del M5S intervistato da Sky Tg24.

Nei prossimi giorni il presidente del Consiglio dovrebbe convocare a Palazzo Chigi i leader dei partiti che compongono la coalizione per l’annunciata verifica sulla tenuta della maggioranza. Un appuntamento del quale anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarebbe stato messo al corrente.

E mentre Antonio Taiani spiega che Forza Italia è disposta a collaborare con il governo “ma non a sostenerlo”, si segnala nel centrodestra una frizione tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia non ha gradito l’apertura de leghista all’ipotesi di un Governo ponte fino alla fine dell’emergenza Covid.

“Trovo un po’ anomalo che nello stesso giorno in cui noi leader del centrodestra ci sediamo a un tavolo per coordinare le posizioni, senza avvertirci, prima si facciano aperture a un governo nel quale si prende in considerazione l’ipotesi di siglare un nuovo patto con Pd o M5S con l’obiettivo di far fuori Conte per siglare un nuovo patto tra Pd e M5S, e contemporaneamente si annunci un colloquio con lo stesso Conte”, attacca Meloni, intervistata dal Corriere della Sera. “Sono abbastanza stupita. È un momento troppo grave per potersi permettere tatticismi esasperati o fughe in avanti. Serve grande responsabilità, da parte di tutti”, dichiara Meloni rispondendo a una domanda sul capo della Lega, Matteo Salvini.

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